Un appello alle chiese per sostenere l’Europa

Da Belgrado il Consiglio del Kek, riunito in vista della prossima assemblea generale, rilancia la discussione sulla lettera aperta scritta alle chiese un anno fa

Fonte: Kek

Il consiglio della Kek (Conferenza delle chiese europee) si è riunito a Belgrado dal 31 maggio al 3 giugno scorsi per il suo incontro del 2017, dedicato in particolare ai preparativi in vista della prossima assemblea generale che si terrà nel 2018 (30 maggio-6 giugno) in Serbia, a Novi Sad (come avevamo anticipato qui).

Un incontro che ha già attirato l’attenzione nel paese. Una delegazione dei membri del consiglio e dello staff, guidata dal presidente, reverendo Christopher Hill, è stata infatti ricevuta dal presidente del governo della Provincia autonoma della Voivodina, Igor Mirović, che ha espresso il proprio sostegno all’assemblea, che riunirà da tutta Europa centinaia di rappresentanti di chiese e organismi ecumenici, intorno al tema «Voi mi sarete testimoni».

Il vice-sindaco di Novi Sad, Milorad Radojević, ha sottolineato il carattere multiculturale e multireligioso della città, osservando anche come l’assemblea della Kek faccia parte di un processo più ampio, che vede protagonista Novi Sad come Città europea della Gioventù (2019) e Capitale europea della cultura (2020). I rappresentanti della Kek hanno incontrato anche Mileta Radojević, alto funzionario del Ministero della Giustizia, che ha citato l’importante funzione del dialogo ecumenico e interreligioso nel processo di riconciliazione dei Balcani occidentali.

I membri del Consiglio della Kek hanno ricevuto un caloroso benvenuto anche da parte del mondo religioso, accolti dal patriarca Irinej della Chiesa ortodossa serba (il cui Sinodo aveva rivolto l’invito a tenere la prossima assemblea generale della Kek nella città di Novi Sad) alla Fortezza di Petrovaradin, come tappa di una più ampia visita ai luoghi in cui si terrà l’assemblea.

La Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Ccme) ha aggiornato il Consiglio sulle sue attività e promosso una visita a campi profughi vicino alla stazione ferroviaria centrale di Belgrado. È seguita la discussione sul rinnovamento dell’accordo di cooperazione fra Kek e Ccme.

Il segretario generale e altri membri dello staff, nella relazione sulle attività svolte e sui programmi per il prossimo anno, hanno incluso l’aggiornamento sul processo sviluppatosi intorno alla lettera aperta «Quale futuro per l’Europa».

Questo documento, approvato dal Consiglio della Kek nel corso del suo incontro ordinario a esattamente un anno fa (8-10 giugno 2016), è indirizzata ai suoi membri e chiese partner, sollecitandole a una discussione sul futuro dell’Europa e sul ruolo delle chiese in questo processo.

Per vincere un crescente numero di sfide e approdare a una maggiore unità e cooperazione, valori messi sempre più in dubbio, si appella al contributo dato dalle chiese alla formazione del progetto europeo.

La lettera aperta invita a un percorso di consultazioni tra la Kek e i suoi membri in vista della prossima assemblea generale, e già diverse chiese, organizzazioni, consigli di chiese nazionali hanno cominciato a partecipare, alcuni con risposte scritte, altri organizzando conferenze ecumeniche, altri ancora con gruppi di discussione. Nel corso del 2017 la Kek sta tenendo una serie di consultazioni regionali per portare avanti questo processo e sviluppare una vera risposta europea alle sfide comuni; dopo gli appuntamenti di Reykjavik e Edimburgo, le prossime si terranno nell’autunno a Volos (Grecia) e a Praga (Repubblica Ceca).

Il prossimo incontro del Consiglio si terrà a novembre a Bruxelles.

Immagine: Di Pudelek (Marcin Szala) - Opera propria, CC BY-SA 3.0 rs, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21267188

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