Ecco, prendo l’ardire di parlare al Signore, benché io non sia che polvere e cenere
Genesi 18, 27

Perseverate nella preghiera
Colossesi 4, 2

Nella preghiera Abramo si azzarda a mercanteggiare con Dio sulla salvezza di Sodoma e Gomorra, due centri di malvagità empia. Abramo è spinto dalla fiducia nella grazia di Dio e contratta sul numero dei giusti per il quale Dio è disponibile ad usare clemenza. Abramo ci si presenta più come un mercante di un bazar orientale che non come un oratore pio e devoto. Con la salvezza, Abramo non intende la pace spirituale nei cuori degli abitanti di queste città ma la loro sopravvivenza e salute e il loro benessere.

Vorrei farmi contagiare dal suo stile di preghiera, da una preghiera che è consapevole dei problemi del mondo e che non si fa scoraggiare. Vorrei farmi guidare dalla fiducia nella grazia di Dio e vorrei implorare la salvezza di Dio proprio sui luoghi che sembrano privi di presenza divina e salvezza. Vorrei credere nella volontà di Dio di salvare proprio questi posti.

Come la salvezza e la grazia per le quali Abramo ha pregato sono molto concrete, reali, toccabili e osservabili, così la nostra preghiera è anche concreta, reale, tangibile e osservabile. La preghiera non si limita a una conversazione con Dio nella nostra cameretta, ma esce dalla cameretta e dalla propria casa e si reca proprio nei luoghi che consideriamo lontani da Dio. In questi posti ci adoperiamo con le nostri mani per la sopravvivenza, la salute e il benessere di chi non ancora ha vissuto la salvezza di Dio. Così prendiamo l’ardire di parlare al Signore, sperando nella sua grazia e nella sua volontà di una salvezza concreta e tangibile.

Immagine: di Muenz, via istockphoto.com