Benedetto colui che viene nel nome del Signore
Salmo 118, 26

In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui vivessimo
I Giovanni 4, 9

Incontro: non è facile incontrarsi. È molto, molto più facile scontrarsi, perché se mi scontro con qualcuno devo pormi molte meno domande. Se mi scontro con te è assolutamente chiaro che, almeno dal mio punto di vista, io ho ragione e tu hai torto. Se mi scontro con te è perché non condivido le tue posizioni; non solo, nello scontro con te comprendo meglio le mie posizioni, i miei punti di vista: se prima avevo qualche dubbio in proposito ora me li chiarisco, magari nel momento in cui mi scontro con te.

Incontrarsi è difficile perché diventano molto più sfumate le differenze e soprattutto le ragioni; nel momento in cui ti incontro sto affermando che in fondo anche tu hai qualche ragione, che non sono il depositario esclusivo della verità con il mio pensiero; non solo, se mi incontro con te rischio (o spero) di uscire cambiato, diverso da ciò che ero, aspettandomi che la stessa cosa avvenga a te.

«Benedetto colui che viene nel nome del Signore»: è dunque il Signore che benedice il nostro incontrarci, il nostro cambiare e crescere insieme. È il Signore stesso, colui che in Gesù Cristo è venuto a incontrare l’umanità, a darci la forza di incontrarci, che accetta di essere presente con noi in questo momento in cui sperimentiamo la profondità della comunione dei fratelli e delle sorelle.

È molto più facile scontrarsi, basta guardarsi attorno per rendersi conto di quanto questo approccio sia generalmente preferito. Tuttavia, il Signore continua a scommettere sul nostro incontrarci, continua a rivelarci che scegliendo questa possibilità scomoda e affascinante noi rendiamo insieme testimonianza del suo amore, della sua passione e anche della sua pazienza nei nostri confronti.

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