Chiesa luterana di Napoli. Liturgia ecumenica chiude l’anno delle celebrazioni

Saranno presenti i rappresentanti delle chiese cristiane evangeliche, ortodosse e cattoliche della città. Ne parliamo con la pastora Kirsten Thiele

Lunedì 30 ottobre alle ore 18 nella chiesa luterana di Napoli (via Carlo Poerio 5), una celebrazione ecumenica chiuderà l’anno delle celebrazioni per il 500° anniversario della Riforma protestante. Saranno presenti i rappresentanti delle chiese cristiane evangeliche, ortodosse e cattoliche di Napoli; parteciperà anche il cardinale Crescenzio Sepe. Nel corso della liturgia ci sarà il coro della chiesa luterana e il gruppo di Taizè, che animerà la maggior parte dei canti. Ne parliamo con la pastora luterana, Kirsten Thiele.

«Le celebrazioni del cinquecentenario della Riforma protestante si sono aperte ufficialmente il 31 ottobre 2016 a Lund (Svezia) con un incontro ecumenico a cui parteciparono papa Francesco e il vescovo luterano Munib Younan, allora presidente della Federazione luterana mondiale (Flm). La chiesa luterana di Napoli ha pensato di concludere questo anno ricco di eventi e di incontri organizzati a Napoli, celebrando proprio la liturgia commemorativa utilizzata a Lund. La liturgia prevede tre diversi momenti: un primo momento basato sul chiedere reciprocamente perdono per i conflitti sorti, per le accuse scagliate, e per i muri eretti per secoli tra i cristiani; poi, un secondo momento sarà dedicato al ringraziamento reciproco per i doni che ciascuna chiesa ha ricevuto e che vanno condivisi con tutti gli altri cristiani; il terzo momento, infine, prevede i 5 imperativi ecumenici per il futuro, contenuti nel documento luterano-cattolico “Dal Conflitto alla comunione”».

Forse è un po’ presto, ma come valuta quest’anno?

«È stato un anno molto ricco di incontri ecumenici a tutti i livelli, ma anche di appuntamenti che si sono svolti nelle università, nelle scuole, presso il Goethe Institut e la Facoltà teologica meridionale. Questo anniversario ha fatto sì che un po’ tutti chiedessero una nostra presenza per conoscere meglio la fede luterana, le nostre chiese e le nostre liturgie. Sono andata in giro ovunque, incontrando una grande apertura al dialogo soprattutto da parte cattolica: sicuramente la presenza di Papa Francesco all’incontro a Lund ha incoraggiato i cattolici ad avvicinarsi più francamente alle chiese protestanti, non sentendo il peso del giudizio e disapprovazione da parte della gerarchia».

Cosa ha significato quest’anno per la comunità luterana di Napoli?

«Credo che la comunità abbia vissuto questo tempo come un’opportunità per fare un grande cammino insieme: abbiamo dovuto pianificare insieme le attività, confrontarci, verificare di volta in volta cosa era utile fare e cosa no, rimanendo sempre molto in dialogo. Credo che alcuni membri della mia comunità abbiano colto quest’occasione anche per approfondire le loro stesse radici: i fondamenti di Lutero e della Riforma. Inoltre, tutti insieme abbiamo fatto la grande scoperta della Riforma a Napoli con personaggi del calibro di Juan de Valdes e Giulia Gonzaga, e abbiamo riflettuto sul fatto che non dobbiamo importare nulla dalla Germania ma che quel fermento di rinnovamento è nato qui in maniera originale».

Cosa avverrà nei prossimi mesi?

«Personalmente sono un po’ contenta che tutti questi impegni andranno a diminuire perché dopo essermi molto dedicata all’esterno, sento di voler impegnarmi maggiormente nel lavoro interno alla mia comunità. Certo, ho ricevuto già inviti da parte di numerose scuole che vogliono organizzare incontri di presentazione e approfondimento sulla Riforma protestante, e questo è eccezionale se si considera che non è facile entrare nelle scuole pubbliche italiane. Spero che questa curiosità sulla Riforma protestante e Lutero continui, e che le persone rimangano aperte al dialogo».

Sulla liturgia?

Ci sarà il coro della nostra chiesa che canterà anche Forte Rocca e poi abbiamo coinvolto il gruppo di Taiè che animeranno la maggior parte dei canti.

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