I corridoi umanitari “raddoppiano”

Con i 120 arrivi di venerdì conclusa la prima fase degli arrivi sicuri. La conferma dal vice ministro agli Esteri Mario Giro: «Il protocollo verrà replicato»

Si replica. La conferma del rinnovo del Protocollo relativo ai “corridoi umanitari” – sottoscritto da Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), Tavola valdese e Comunità di Sant’Egidio da una parte, e dai ministeri dell’Interno e degli Esteri dall’altra – è arrivata questa mattina dal vice ministro agli Esteri Mario Giro, intervenuto alla conferenza stampa di benvenuto dell’”ultimo” gruppo atterrato a Roma-Fiumicino. «Agli italiani preoccupati dico che si può accogliere in sicurezza e con gioia», ha aggiunto Giro.

Oltre 120 persone, tra cui molti bambini e persino una coppia di novelli sposi, sono stati accolti per la sedicesima volta dall’équipe ecumenica che ne ha accolti poco più di mille, da quando il 4 febbraio 2016 la piccola Falak aprì di fatto il primo varco sicuro e legale verso l’Europa.

Paolo Naso, intervenuto a nome dei promotori protestanti del progetto, salutando i nuovi arrivati ha ribadito: «Oggi raccontiamo una bella storia italiana. Quando due anni e mezzo fa, insieme, abbiamo pensato a questo sogno, nessuno di noi sperava che si potesse realizzare. Invece, il progetto è diventato una realtà, e lo è diventato grazie agli operatori in Italia e in Libano, alle istituzioni, alle autorità italiane, alla polizia di frontiera, e a tutti coloro che hanno dato una mano. Una realtà da poco replicata anche in Francia. Mentre sul fronte europeo, solo pochi giorni fa, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha annunciato che intende proporre un progetto analogo per far giungere, attraverso nuovi “corridoi umanitari”, 40mila persone. Questa è per tutti noi una piccola grande vittoria politica a dimostrazione che si possono realizzare flussi governabili». Rivolgendosi poi ai giornalisti presenti Naso ha aggiunto: «Oggi trovate un’Italia diversa: vedete in mezzo a voi sindaci con la fascia tricolore, istituzioni, volontari, chiese, operatori culturali e sociali, che rappresentano una realtà diversa da quella che spesso viene veicolata nei media: raccontatela!».

Per il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, «l’umanità e la sicurezza camminano insieme, e questo progetto lo dimostra. Un progetto che produce integrazione ed oggi speriamo possa essere d’augurio anche per i neo-sposi, che potranno festeggiare il loro viaggio di nozze nel nostro Paese».

Per parte protestante soddisfazione è stata espressa per il rinnovo del progetto dei corridoi umanitari, «una notizia molto attesa, che ci riempie di gioia e di nuove speranze», ha dichiarato il pastore Luca Maria Negro, presidente FCEI. Gli ha fatto eco il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, ricordando come il progetto sia in larga parte finanziato dall’Otto per mille dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi: «Il progetto ecumenico, pilota in Europa, non poteva arrestarsi ora», ha aggiunto.