Salomone disse alla consacrazione del Tempio: «Ma è proprio vero che Dio abiterà sulla terra?»
1 Re 8, 27

Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere
Giovanni 1, 18

«Ma è proprio vero che Dio abiterà sulla terra?». Sì. E non servirebbero altre parole per rispondere a questa domanda che il re Salomone formula mentre loda Dio nel suo tempio. Sebbene certamente Salomone non avesse posto questa domanda quale mero interrogativo, quanto piuttosto quale introduzione ad una più grande affermazione sulla immensità di Dio (Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non ti possono contenere; quanto meno questa casa che io ho costruita! v. 27b), il re di Israele, nella sua grandezza, non avrebbe potuto rispondere con la stessa certezza con la quale noi oggi possiamo rispondere. Sì! Dio ha abitato sulla terra, ha abitato in mezzo a noi, ha piantato la sua tenda fra di noi, scegliendo di mostrarsi all’umanità, nonostante nessuno abbia mai potuto vedere Dio. Mosè, tempo prima, chiedeva a Dio: «Deh, fammi vedere la tua gloria», perché è desiderio comune e legittimo guardare negli occhi l’amato, colui che tiene i nostri cuori uniti al suo. E Dio, guardando alla richiesta di Mosè come al desiderio dell’umanità intera, si è mostrato al mondo attraverso il suo unigenito, Gesù Cristo, disceso sulla terra per mostrarci la volontà del Padre, per mostrarcene il volto, per parlarci con le sue parole. Il nostro peregrinare alla ricerca di quel volto non ci permette di trovare pace finché non ci fermiamo a Cristo, all’immagine del Dio vivente. Potremmo farci un’immagine di Dio e scolpirla nei nostri cuori, potremmo idealizzare su di lui, ma finché quell’immagine non rappresenterà Cristo il nostro cuore vagherà nell’incertezza e nel buio. Nessuno ha mai visto Dio, ma in molti oggi possono dire di averlo conosciuto, perché è venuto in mezzo a noi e si è accampato fra noi.

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