Sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno!

Un giorno una parola – commento a Luca 11, 2

Egli è il Dio vivente che dura in eterno; il suo regno non sarà mai distrutto e il suo dominio durerà sino alla fine

Daniele 6, 26

Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno

Luca 11, 2

Nella preghiera di Gesù, queste due richieste sono poste, dal nostro evangelista, proprio in apertura della preghiera stessa. In tal modo si intende precisare che tutto quanto verrà poi richiesto a Dio non potrà che essere la conseguenza delle prime affermazioni: rendere santo il nome di Dio e invocare la presenza del regno suo.

Lutero, nel suo insegnamento, si pone la domanda: il nome di Dio non è già santo di per se stesso? E risponde: in questa preghiera chiediamo che diventi santo anche presso di noi. Dunque, il nome di Dio deve essere santo per me e nel mio vivere, mai come realtà già stabilita e sempre accolta. Anzi vi deve essere una continua lotta perché nella mia vita il nome di Dio sia santo. Come?

Ancora Lutero ci può aiutare perché egli raccomanda due atti essenziali per il credente: accogliere l’insegnamento della Parola di Dio e vivere secondo essa. Operare nella fede ponendo ogni cosa davanti al giudizio della Parola di Dio. Il nome di Dio sarà santo se noi viviamo solo della sua Parola.

La seconda richiesta riguarda il regno, certo il Regno di Dio. Il catechismo classico della Riforma, quello di Heidelberg (1563), risponde così: Venga il tuo regno, cioè governaci mediante, la tua Parola e il tuo Spirito, … mantieni e accresci la tua Chiesa … distruggi le opere del diavolo [del male] … finché venga la perfezione del tuo Regno …

Come il nome santo di Dio così il suo Regno devono essere parte di noi, devono essere componenti essenziali del nostro vivere perché la santità del nome di Dio e il Regno non sono principi dottrinali, ma forza per la nostra vita.  

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