Una serata e un murale per Mauro Rostagno, antipasto del Premio Morrione

Il concorso per nuovi giornalisti investigativi entra nel vivo con una serata a Torino dedicata al sociologo ucciso 29 anni fa e con una tavola rotonda al festival di Internazionale di Ferrara

Credere nei giovani e credere nel giornalismo come “cane da guardia” della società, strumento da offrire quale contributo alla ricerca delle verità. Un ottimo connubio. Anche questo è il premio per il giornalismo investigativo intitolato alla memoria di Roberto Morrione, rivolto ai giovani autori under 31 che intendano raccontare, cimentandosi con l’inchiesta giornalistica, argomenti problematici o poco presenti nel flusso principale della grande informazione.

Morrione, giornalista Rai per 40 anni dal 1962, prima a “Rotocalco televisivo” con Enzo Biagi, quindi al tg1 come caporedattore e poi vicedirettore al tg2, direttore di Televideo e di Rai International fino alla direzione di Rainews24 di cui ha reso possibile l'avvio e per il quale ha costituito un gruppo di giornalisti investigativi che si fanno conoscere a livello internazionale soprattutto per l’inchiesta sull’uso del fosforo bianco, che ha documentato l’utilizzo di armi chimiche da parte delle forze militari statunitensi nella città irachena di Falluja durante le battaglie del 2004.

Il Premio a lui intitolato nasce nel 2011 dalla volontà di parenti, amici e colleghi di Roberto di tenere viva la sua memoria, ma soprattutto l'esempio professionale. Creato come nuova sezione del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, finanzia la realizzazione di progetti di inchieste (video o webdoc) su temi di cronaca nazionale e internazionale rilevanti per la vita politica, sociale o culturale dell'Italia, ed è sostenuto dai fondi dell’Otto per mille delle chiese metodiste e valdesi.

Prima delle finali del concorso che si terranno il 19, 20 e 21 ottobre al Circolo della Stampa di Torino (ad eccezione della serata di premiazione che sarà al Piccolo Regio) due sono gli appuntamenti previsti in calendario.

Il primo sarà ancora a Torino, venerdì 29 settembre alle ore 20. 30 in via Setriere 34 e sarà tutto dedicato a Mauro Rostagno, il sociologo e giornalista ucciso dalla mafia il 26 settembre 1988, giusto 29 anni fa oggi. Toccherà a Enrico Deaglio, giornalista e amico di Mauro, a Lorenzo Frigerio, coordinatore di LiberaInformazione e a Mara Filippi Morrione condurre l’incontro, durante il quale verrà proiettata l’inchiesta giornalistica “I depistaggi del caso Rostagno” di Davide Pecorelli e Simone Bauducco prodotta da Libera Piemonte e pubblicata da Repubblica.it.

E proprio oggi Torino, sua città natale, avrà finalmente un luogo per ricordare Rostagno. Ci voleva Libera di Don Ciotti perché l’amministrazione comunale deliberasse nel 2014, dopo anni di richieste, di destinare una piccola fetta di città, l’area mercatale tra via Don Michele Rua e via Vandalino alla sua memoria, ma ad oggi non c’è stata nessuna intitolazione ufficiale. A partire da quella data, Libera si è presa l’impegno di rendere accogliente quello spazio. Per questo è stato indetto un concorso, dal nome “LIBERA l’arte: un murales per Mauro Rostagno”, per abbellire il luogo attraverso l’arte e il coinvolgimento di giovani e studenti. A vincere il concorso è stato il lavoro presentato dalla 4E del Liceo Artistico Aldo Passoni di Torino. Il loro bozzetto è stato realizzato dal writer professionista Karim Cherif. L’opera verrà presentata alla cittadinanza proprio stamane martedì 26 settembre alle 11.00, sulle mura della Parrocchia Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù”, tra via Vandalino e via don Michele Rua.

Domenica Primo ottobre l’appuntamento è invece al Festival di Internazionale di Ferrara, alle 15.30 al cinema Apollo con la tavola rotonda “L’inchiesta in Tv vs l’inchiesta per il web” in cui interverranno fra gli altri i cronisti Sandro Ruotolo e Laura Silvia Battaglia. Verranno nell’occasione presentate in ateprima le inchieste finaliste del Premio Morrione: “Tabù HIV” di Giulia Elia; “Matti per sempre” di Maria Gabriella Lanza e Daniela Sala; “Nei canali della ‘ndrangheta” di Alessia Melchiorre e Antonella Serrecchia; “Le mani sul Fiume” di Giulia Paltrinieri.

Ai vincitori del premio, oltre a un contributo economico per la realizzazione dei progetti e ad un premio finale in denaro, viene garantito un tutoraggio professionale, tecnico e legale altamente qualificato.

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