Eyce: Giovani cristiani impegnati nella società in una dimensione europea ed ecumenica

Nell’ultima assemblea generale del Consiglio ecumenico giovanile in Europa è stata eletta presidente Angelita Tomaselli, valdese e italiana

Il Centro ecumenico Los Rubios, a pochi chilometri dalla città spagnola di Malaga, ha ospitato, dal 14 al 17 settembre, il 41° General Meeting del Consiglio ecumenico giovanile in Europa (Eyce). Nella struttura messa a disposizione dalla chiesa presbiteriana spagnola, si sono incontrati una trentina fra delegati, ospiti e membri del Comitato esecutivo dell’Eyce.

I lavori si sono conclusi con l’elezione del nuovo Comitato esecutivo, composto da: Angelita Tomaselli (presidente, chiesa valdese, Italia), Andrea Ösp Andradóttir (vicepresidente, chiesa luterana, Islanda), Satu Koikkalainen (tesorienre, chiesa luterana, Finlandia), Jonathan Abad Ruiz (chiesa presbiteriana, Spagna), Antti Putila (chiesa ortodossa, Finlandia), Aida Selaru (chiesa luterana, Romania) e Hannah Weber (chiesa unita, Germania).

La neopresidente, valdese nata e cresciuta a Reggio Calabria, laureata in Lettere Classiche e giornalista, ha ricoperto diversi ruoli all’interno della chiesa valdese (negli ultimi anni in particolare a Forano Sabino, in Lazio, prima di trasferirsi a Roma) ed è ora studentessa alla Facoltà valdese di Teologia di Roma.

Le abbiamo posto alcune domande sul suo nuovo incarico, «legato alla supervisione generale sul Comitato esecutivo ma anche sulla rete dei contatti esterni. Oltre a rappresentare l’Eyce nei contesti europei in cui questa partecipa e offre il proprio contributo, il mio impegno è mantenere unita una squadra di giovani spinti dalla loro fede e dal loro impegno, garantire un clima costruttivo e fraterno nel quale scambiare le proprie opinioni, avendo chiara la missione dell’Eyce nello scenario ecumenico europeo.

Vision per il futuro e mission come chiamata a testimoniare il Vangelo di Gesù Cristo sono due parole chiave nel vocabolario Eyce, alle quali noi giovani membri del Comitato siamo chiamati a dare concretezza attraverso l’organizzazione e la cura di eventi per i giovani che intendono avere un ruolo e una voce forte nei rapporti tra chiese e società.

La mia presidenza, in un momento delicato come quello che l’Eyce sta vivendo, è una sfida, che ho accettato con gioia e gratitudine, che mi vede impegnata in un cambiamento positivo nella veste dell’organizzazione, nel suo volto e nella sua presenza nello scenario ecumenico europeo».

Come si qualifica l’impegno di questa organizzazione?

«L’Eyce, il cui ufficio ha sede a Bruxelles, lavora su basi ecumeniche e s’inserisce nel movimento ecumenico europeo, dando voce ai giovani e ai giovani leaders fortemente dediti al servizio nelle loro chiese locali. L’Eyce s’impegna nella ricerca di un cammino ecumenico di unità nonostante la diversità di opinioni legata alle singole confessioni, costruendo rapporti di scambio e arricchimento spirituale».

Chi ha partecipato al General Meeting?

«I giovani delegati provenivano dalle diverse federazioni cristiane europee membro dell’Eyce, erano ortodossi, metodisti, luterani, riformati, presbiteriani.

Tra gli ospiti c’era anche il segretario generale della Kek (Conferenza delle chiese europee), Heikki Huttunen, che ha seguito la Commissione che ha lavorato sull’ecumenismo e sui rapporti tra Eyce e organizzazioni membro».

Quali temi sono stati affrontati?

«Gli argomenti sui quali il General Meeting si è confrontato sono stati il ruolo dell’Eyce nel movimento ecumenico, il consolidamento dei rapporti con i propri membri, il programma delle attività del 2018.

I delegati hanno adottato una nuova strategia che rafforza il programma di lavoro e apre nuove porte alla cooperazione futura per ampliare la possibilità di diventare membro dell’organizzazione.

Enfasi è stata data anche al fundraising e alla costruzione di una rete di relazioni con gli enti finanziatori per garantire il corretto funzionamento dell’organizzazione e la crescita delle attività negli anni a venire».

Quali sono i progetti per il futuro?

L’agenda del 2018 si profila piuttosto densa: oltre alle regolari riunioni del Comitato esecutivo e al meeting dei National Correspondents a Tallinn in Estonia, sono stati presentati i progetti di tre attività. Un evento a Bruxelles nel quadro della campagna Eyce #WeAreEurope il cui focus è l’accoglienza dei migranti nella società e il loro apporto nella costruzione di una “teologia della migrazione”; un evento in Irlanda del Nord sul futuro dell’Europa e una sessione di studi sul ruolo delle donne nelle chiese che si terrà a Strasburgo o a Budapest.

Si è inoltre stabilito di iniziare a lavorare a un volume sulla storia dell’Eyce e a programmare un evento che coinvolga tutti gli ex membri dell’organizzazione per celebrarne i 50 anni nell’ottobre del 2019 in Germania».

Immagine: prima fila, da sinistra: Andrea Ösp Andradottir (EYCE Vice - Chairperson), Jonathan Abad Ruiz (membro del'Executive Committee senza portafoglio), Hannah Weber (membro del'Executive Committee senza portafoglio), Angelita Tomaselli, Satu Koikkalainen (EYCE Treasurer). Seconda fila, da sinistra: Kristjan Ágúst Kjartansson (revisore dei conti), Antti Putila (membro del'Executive Committee senza portafoglio), Topi Haarlaa (revisore dei conti).

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