Una camminata interreligiosa nella città più multiculturale d’Italia

A Brescia la terza edizione di un programma di incontri tra fedi e culture promosso dall’Istituto alberghiero Mantegna

Il prossimo 24 ottobre l’Istituto di istruzione superiore «A. Mantegna» di Brescia propone la terza edizione della camminata interreligiosa alla scoperta dei luoghi sacri e culturali, che coinvolge i principali luoghi di culto della città e degli immediati dintorni. Una camminata di 12 km che, partendo dalla scuola, tocca l’associazione religiosa Gurdwara Singh Sabha a Flero (la comunità sikh più consistente in Italia si trova proprio nel bresciano), raggiunge il Centro culturale islamico, che ultimamente si è molto aperto all’esterno con giornate «a porte aperte», tocca poi una chiesa cattolica «di frontiera», S. Maria in Silva, la chiesa ortodossa del Patriarcato di Mosca e si conclude alla chiesa valdese e metodista.

«Brescia è la città più multietnica d’Italia, ma qui non si è verificata una ghettizzazione: per questo è stata scelta come laboratorio dalle Prefetture, per approfondire i contatti e il dialogo concreto fra le diverse comunità di fede, coinvolgendo tutto il tessuto sociale in un percorso di conoscenza reciproca, in modo che non nascano dei ghetti. In questo senso vanno anche i progetti di riqualificazione urbanistica di zone come quella che si trova vicino al nostro tempio, ed è importante che negli ultimi anni le istituzioni e le scuole abbiano avviato diversi progetti in questo senso».

Così racconta Anne Zell, pastora della chiesa valdese, che è coinvolta fin dalla prima edizione della camminata ecumenica e farà una parte del percorso insieme agli studenti dell’istituto alberghiero bresciano e a buona parte dei loro professori. Questa iniziativa di conoscenza e scambio, infatti, non si è limitata all’insegnamento religioso o a quello della storia, osserva Zell, ma coinvolge le diverse discipline: si tratta di un buon esempio che comincia a essere seguito anche da altre scuole.

In ogni luogo di culto, giovani e adulti sono accolti da uno o più rappresentanti della comunità: il suo titolare, ma anche giovani membri. Gli studenti arrivano preparati, dopo alcuni incontri introduttivi avuti nella scuola, e raccontano quello che già sanno di quella religione, in modo che l’incontro diventi interattivo.

«L’aspetto positivo di queste iniziative – continua Zell – è che ne fanno nascere altre, stimolando rapporti e amicizie. Per esempio lo scorso anno, in seguito alla camminata, si era organizzata una cena a favore del progetto di accoglienza dei Corridoi umanitari, ed è in previsione di rifarla anche quest’anno».

 

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