Vi farò del bene più che nei vostri primi tempi, e voi conoscerete che io sono il Signore
Ezechiele 36, 11

Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?
Romani 8, 32

L’apostolo Paolo ricorda (8, 28-30) che Dio ha operato ogni cosa nella sua eternità senza trascurare nulla. Cosa ha operato Dio nella Sua eternità? La nostra elezione, giustificazione e glorificazione affinché diventiamo «conformi all’immagine del Figlio suo» (8, 29). Allora perché, talvolta, rischiamo di cedere dinanzi alle difficoltà e alle contraddizioni del nostro tempo? La fiducia dell’apostolo si fonda sulla certezza che «Dio è per noi» (v.31) e che Egli «ha dato il proprio Figlio» (v. 32) per realizzare il Suo progetto d’amore e di liberazione. Paolo non ha dubbi: il Signore che è presente al Suo tempo è presente anche al nostro e compirà in noi e per noi ciò che Egli ha deciso nella Sua imperscrutabile saggezza. Se Dio si è dichiarato da sempre per noi, chi potrà mai mettersi contro di noi? «Infatti - concluderà l’apostolo - sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcuna altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore» (vv. 38-39). Certo le prove e le difficoltà del cammino non ci saranno risparmiate (Paolo aveva affrontato molte sofferenze) ma Dio ci ama e ci darà la forza per affrontarle con il giusto discernimento per comprenderle. Dio si fa garante che il Suo amore non verrà mai meno per coloro che ha chiamato a salvezza donando il proprio Figlio.

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