Tveit, Bueno de Faria e Junge: «la Cop23 non dimentichi i propositi della Cop21»

Il Cec, l’Act Alliance e la Flm lanciano una campagna di sensibilizzazione per la giustizia e la salvaguardia del Creato

Il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), l’Act Alliance e la Federazione luterana mondiale (Flm) – che rappresentano più di mezzo miliardo di cristiani in tutto il mondo – hanno lanciato congiuntamente una campagna di sensibilizzazione per la giustizia e la salvaguardia del Creato; una chiamata ecumenica: «la più grande nella storia dell’umanità» (così è stata definita dai tre leader), indirizzata al mondo intero e soprattutto ai leader politici (di oltre 190 paesi) che in questi giorni sono riuniti a Bonn, in Germania, per discutere di ambiente in occasione della Cop23, la Conferenza delle Nazioni Unite per il clima.

Un appello lanciato attraverso un video che è stato diramato ieri, 5 novembre e disponibile sul web nei siti istituzionali delle tre organizzazioni e disponibile sulla piattaforma youtube, che i leader religiosi hanno inviato ai responsabili politici e istituzionali che sino al 17 novembre dovranno «prendere decisioni importanti per tutti noi».

Un appello che invita a non dimenticare l’accordo di Parigi (Cop21) attraverso il quale si chiedeva alle Nazioni del mondo «un’azione responsabile e ambiziosa» e che tra i punti chiave, in estrema sintesi, chiedeva: il contenimento della temperatura per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi entro il 2020; di destinare100 miliardi di dollari ai paesi in via di sviluppo sino al 2020 e di far diminuire drasticamente le emissioni di gas serra.

«Dobbiamo agire insieme per raggiungere una vera giustizia climatica – afferma nel video Rudelmar Bueno de Faria, il segretario generale della Act Alliance, proseguendo – gli esperti climatologici, molti dei quali anche tra i nostri membri, sosterranno la Cop23 e veglieranno affinché siano garantiti i propositi previsti dalla Cop21 e dedicati alle esigenze primarie e ai diritti fondamentali delle persone più vulnerabili nel pianeta».

Il cambiamento climatico «è una realtà che dev’essere affrontata con urgenza – rileva anche Martin Junge, il segretario generale della Flm –. Facciamo nostre le storie e le preoccupazioni di intere popolazioni – prosegue –, perché sentiamo il loro dolore e abbiamo deciso di sostenere tutte le battaglie a tutela del pianeta e delle popolazioni che lo abitano», ed ha proseguito «non possiamo farci scappare le opportunità che sono scaturite dall’incontro della Cop21 e speriamo che l’attuale Cop23 definisca altre importanti decisioni per la salvaguardia del nostro pianeta».

Un pianeta oggi sofferente e dove «intere popolazioni sopravvivono con scarsi mezzi di sussistenza. Dove molte di queste si sentono quotidianamente minacciate da ciò che i cambiamenti climatici stanno provocando in tutto il mondo, disastri ambientali che sono ormai evidenti a tutti», ha dichiarato infine Olav Fykse Tveit, il segretario generale del Cec.

La Cop23, iniziata stamane a Bonn e che proseguirà sino al 17 novembre, quest’anno è presieduta dalla Repubblica delle Fiji.

Un sostegno e un impegno speciale alle popolazioni delle isole Fiji è stato espresso dai tre leader religiosi per «camminare insieme alle chiese e alle persone di quell’area del mondo e per rispondere alle domande e alle loro sfide più urgenti».

Tveit, Bueno de Faria e Junge, infine, hanno chiesto con forza che il budget previsto dalla Cop 21 di Parigi per contrastare il pericoloso cambiamento climatico sia garantito ai paesi in via di sviluppo «l’unico modo, vero e concreto, per consentire a queste aree del pianeta per potersi adattare, mitigare e affrontare le perdite di vite umane e i danni provocati per l’incuria ambientale che l’uomo sta causando a livello mondiale».

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Immagine: via Pixabay

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