Esteri

Assistenza per le vittime dei monsoni

E’ già di oltre 200 vittime e centinaia di migliaia di sfollati ( un milione secondo alcune fonti) il drammatico bilancio delle alluvioni legate alle forti piogge monsoniche che in questi giorni stanno flagellando le regioni a cavallo fra Nepal, India e Bangladesh, già devastate dal terremoto del 25 aprile 2015 che ha causato oltre 8 mila morti.

Sierra Leone, le chiese in prima fila nei soccorsi

Si temono oltre mille morti in Sierra Leone a causa delle frana che nella mattinata di lunedì 14 agosto ha travolto le abitazioni di alcune aree rurali della cittadina di Regent, a 15 chilometri dalla capitale del paese, Freetown. Sono già stati recuperati i corpi di 400 persone, e sarebbero circa 600 le persone che mancano ancora all’appello. A causare il disastro le forti piogge dei giorni scorsi e l’instabilità di molte abitazioni che fanno parte dei quartieri informali che crescono alle periferie delle grandi città in tutto il mondo.

Ricostruire gli spazi per ricostruire le comunità

«Alla distruzione fisica e morale del secondo conflitto mondiale fu un programma di chiese temporanee che contribuì a garantire una nuova stabilità alla comunità protestante, a partire dalla ricerca di Otto Bartning» – spiega nel saggio pubblicato dal “Giornale di architettura” Paola Ardizzola, dottora in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica, oltre che capo dipartimento e vice preside della School of Fine Arts and Architecture ad Antalya, in Turchia.

Le responsabilità dei cristiani di fronte agli ebrei

Settant’anni orsono, nell’estate del 1947, dal 30 luglio al 5 agosto, a Seelisberg, in Svizzera, si incontrarono un centinaio di delegati provenienti da 19 paesi, personalità del mondo della cultura e rappresentanti di Chiese: cattolici, protestanti, ebrei. Fra i cristiani vi erano anche due osservatori del Vaticano e altri di quello che sarebbe diventato il Consiglio ecumenico delle Chiese.

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