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<rss version="0.91"><channel><title>Articoli di Riforma</title><description>Articoli dal sito riforma.it</description><link>http://www.riforma.it/</link><item><title><![CDATA[L’artigianato di fronte alla crisi]]></title><description><![CDATA[<p class="first">Quest’anno la Rassegna dell’Artigianato del Pinerolese giunge alla sua 34ª edizione; le forme di artigianato presenti sono molteplici: quello tradizionale e artistico, quello legato alla tecnologia, al futuro, con particolare attenzione alla tutela dell’ambiente, ecologia ed energie rinnovabili, e inoltre il sempre apprezzato artigianato enogastronomico con le tipicità italiane, che vede quest’anno raddoppiate le sue aree espositive: il tutto distribuito tra le vie e le piazze del centro storico di Pinerolo.</p>
<p class=“second”>Significative sono le presenze degli artigiani a cui la Regione Piemonte ha conferito l’Eccellenza artigiana, garanzia di qualità, che ben si integrano con le altre numerose aziende radicate sul territorio che cercano in questa manifestazione una vetrina di qualità nella quale proporre al pubblico i propri servizi e prodotti. La rassegna si apre giovedì 9 alle 17,30 e prosegue fino a domenica 12.</p>
<p class=“second”>L’appuntamento con la manifestazione di Pinerolo offre la possibilità di «tastare il polso» a un settore che per molti è, dopo l’industria, la vera colonna portante del sistema economico italiano. Un sistema che sempre più (ma non sempre questo è un indice di qualità del lavoro) fa leva sulle cosiddette «Partite Iva»; circa 6000 nel Pinerolese: certo non tutti artigiani ma comunque la categoria ne rappresenta la gran parte. Un mondo fatto di settori anche molto diversi; si va da un indotto del settore auto, ancora in forte crisi, all’artigianato dei servizi dove se si lavora con i privati si riesce bene o male a portare a casa lo stipendio.</p>
<p class=“second”>È il caso di Enzo Alessio di Torre Pellice; da oltre 15 anni posa ogni tipo di pavimento. «Il problema è la situazione generale, ovvero la crisi di liquidità delle famiglie. La gente ha così una bassa propensione a spendere, rimandando interventi di restauro a tempi migliori. Dopo di che, avendo un buon numero di clienti “storici”, con quelli si continua a lavorare bene. La qualità paga; le persone si fanno due conti: fra il materiale a basso costo dei centri “fai da te” e quello più garantito che posso offrire, nella maggior parte dei casi scelgono la mia proposta. La durata è maggiore e si ha un ritorno dell’investimento».</p>
<p class=“second”>– Nessun problema dunque?</p>
<p class=“second”>«È aumentato di molto il fenomeno del “nero”: persone in cassa integrazione o in aspettativa si mettono a fare lavori per altri, spesso senza alcuna esperienza. Probabilmente farei lo stesso anch’io trovandomi in difficoltà, ma è chiaro che sono attività che vanno a interferire con chi fa da anni artigianato come professione».</p>
<p class=“second”>E naturalmente c’è anche chi, da una situazione di perdita di lavoro fa nascere nuove imprese; in fondo è facile trovare un piccolo locale, un auto, e mettersi sul mercato dell’artigianato di servizio… «Certo, però ci sono problemi di liquidità – dice Mauro Prot della Cna di Pinerolo –: da un lato le banche hanno sempre più difficoltà nel rilasciare prestiti o nel confermare l’accesso al credito già avviato dalle imprese, dall’altro si sono allungati in modo esagerato i tempi di pagamento: i 180 giorni di una volta sono diventati un anno e gli stessi enti locali pagano in forte ritardo, quasi “facendo cassa” sulla pelle degli artigiani».</p>
<p class=“second”>Chi sembra non conoscere crisi è il settore dell’agroalimentare di qualità: «Il lavoro va bene, i contatti sono aumentati, la vendita funziona sia nelle rivendite sia nei ristoranti» – dice Enrico Bernard della omonima ditta di Pomaretto. «Eccellenza artigiana», sul mercato dal 1905, la famiglia Bernard continua a raccogliere successi: «Ma non bisogna mai fermarsi: oltre alla qualità conta il prezzo che deve essere giusto, la capacità di presentare i prodotti, la voglia di rinnovarsi continuamente». Come con il nuovo entrato «Abricot», fatto con i noccioli delle albicocche, che sta riscuotendo un forte gradimento al secondo anno di produzione.</p>
]]></description><link>http://www.riforma.it/innerpage.php?id=Eco delle Valli/article20100907150154</link></item><item><title><![CDATA[Il logo di Luigi Stoisa]]></title><description><![CDATA[<p class="first">Portano la firma di Luigi Stoisa il manifesto e logo 2010 del concorso enogastronomico fra chef il Fungo d’Oro, promossa dal Museo del Gusto di Frossasco in collaborazione con Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comunità montana, diversi Comuni del territorio e l’apporto qualificato dell’Accademia italiana della Cucina di Pinerolo e dell’istituto «A. Prever» di Pinerolo.</p>
<p class=“second”>«La firma di Stoisa – dicono al Museo del Gusto – suggella un disegno realizzato dall’artista originario e attivo su Giaveno, ma il cui il riscontro critico e riconoscimento artistico è di livello nazionale, concepito per essere un omaggio raffigurativo alla tradizione che si rinnova della raccolta e della proposta in tavola del re del bosco, il porcino».</p>
<p class=“second”>Per questa edizione del Fungo d’Oro gli organizzatori «hanno pensato di arricchire l’evento creando al suo interno un nuovo aspetto, anch’esso di prestigio e volto a coniugare all’arte culinaria quella artistica pura, della pittura e del disegno. L’idea, condivisa anche con il Comitato scientifico del Museo è quella di invitare artisti importanti a rappresentare con il proprio tratto il simbolo del concorso creando attorno al fungo delle opere d’arte che verranno impiegate per tutte le attività promozionali e pubblicitarie legate alla manifestazione, ma che soprattutto andranno a creare una galleria di capolavori con a tema uno dei prodotti naturali più sorprendenti e certo unico di questo nostro territorio: il fungo porcino».</p>
]]></description><link>http://www.riforma.it/newspage.php?id=news20100901102424</link></item><item><title><![CDATA[Ultras no alla tessera del tifoso]]></title><description><![CDATA[<p class="first">Ha fatto notizia la scorsa settimana la guerriglia scatenata da alcuni ultras (tifosi organizzati) dell’Atalanta alla festa della Lega Nord nel bergamasco. Auto incendiate, feriti e fermati. A scatenare l’ira degli ultras i provvedimento conosciuto come tessera del tifoso, una forma di fidelizzazione fra società e tifoso. Viene rilasciata previa autorizzazione della questura e quindi ne sono esclusi tutti quei tifosi che hanno commesso reati da stadio negli ultimi 5 anni.</p>
<p class=“second”>Con la tessera si hanno dei vantaggi quali un ingresso rapido allo stadio grazie a corsie privilegiate; essa poi esenta il titolare da specifiche restrizioni nel caso di partite ad alto rischio che possono essere vietate a chi non ne sia in possesso. Con la tessera si potrà seguire la squadra in trasferta avendo diritto ed entrare nel settore ospiti. A queste condizioni tutti i condannati anche per pene lievi da stadio non potranno entrare. È questo uno dei principali motivi che ha scatenato le reazioni di tutte le tifoserie organizzate italiane. Oltre a questo gli ultras sostengono anche che questa tessera sarà un’ulteriore schedatura dei tifosi.</p>
<p class=“second”>A Torre Pellice, dove si disputa un campionato di serie A di hockey su ghiaccio il problema non si pone. Il responsabile delle comunicazione esterne Paolo Vola ci spiega che «a quanto pare la norma vale per stadi con una capienza superiore alle 6000 unità. Questo perciò non ci riguarda, in quanto la nostra capienza massima è di 2440».</p>
<p class=“second”>C’è comunque fermento nel direttivo «Ultras Valpe 96», il gruppo organizzato del tifo torrese, naturalmente contrario alla tessera.</p>
]]></description><link>http://www.riforma.it/newspage.php?id=news20100901102304</link></item><item><title><![CDATA[Il raduno al Bagnòou e le altre iniziative]]></title><description><![CDATA[<p class="first">Ritornano le manifestazioni dell’8 settembre in val Pellice; acquistano oggi una significato sempre più importante: «l’8 settembre 1943 – sottolinea Renzo Tibaldo, presidente del Comitato per la difesa dei valori della Costituzione della val Pellice – la parte migliore dell’Italia si unì e si ribellò contro la guerra e la dittatura; oggi la parte migliore dell’Italia deve saper unirsi per combattere il degrado della politica, l’uso privatistico delle istituzioni, l’intreccio sempre più esteso tra politica, mafia e corruzione. Tutto questo è accompagnato con la volontà di sovvertire i valori della nostra Costituzione. Oggi, l’Italia sta affrontando il periodo più difficile dopo il 1945: ogni cittadino amante la libertà e la giustizia non può più stare a guardare, ma è chiamato in prima persona ad assumersi la responsabilità di difendere ciò che durante i 20 mesi della lotta di Liberazione venne conquistato».</p>
<p class=“second”>Particolarmente ricco il programma previsto in val Pellice quest’anno per ricordare quel momento importante per la nostra storia.</p>
<p class=“second”>Venerdì 3 settembre, alle 17, alla Biblioteca della Resistenza di Torre Pellice, presentazione del libro di Bianca Guidetti Serra e Santina Mobiglia Bianca la rossa, (Einaudi); introduce Bruna Peyrot, saranno presenti le autrici. Alla sera poi, alle 20,45 sempre a Torre Pellice, fiaccolata con la partecipazione della locale Banda musicale: partenza da piazza San Martino, con il corteo che porgerà omaggio alle lapidi di partigiani caduti e successivamente ai monumenti dei partigiani e internati. Alle 21,30, in piazza Muston, «Radio Rebelde Combat Folk», canzoni e musiche di Resistenza e libertà.</p>
<p class=“second”>Domenica 5 settembre le manifestazioni si sposteranno al Bagnòou di Angrogna dove alle 10,30, presso la lapide a Jacopo Lombardini, inizierà la cerimonia commemorativa; orazione ufficiale del sindaco di Bibiana Elda Bricco; alle 12,30 pranzo partigiano alla Cà d’la Pais, e alle 16, «Concerto per la pace e la fratellanza fra i popoli» dell’Orchestra da camera della val Pellice a cura della Scuola di musica intercomunale della val Pellice e dell’associazione Musicainsieme. In caso di maltempo il concerto avrà luogo al tempio di San Lorenzo.</p>
]]></description><link>http://www.riforma.it/newspage.php?id=news20100901102149</link></item><item><title><![CDATA[Ottimi anche nelle statistiche]]></title><description><![CDATA[<p class="first">È un dato sicuramente positivo quello che emerge dagli esami di Stato per il Collegio valdese di Torre Pellice. A confermarlo, e in qualche modo a sostenerlo, è stato nei giorni scorsi anche il sistema statistico del ministero dell’Istruzione, che ha automaticamente elaborato i dati degli Esami di Stato e li ha restituiti confrontando i risultati del Liceo valdese torrese (voto finale degli allievi) con quelli provinciali, regionali e con quelli nazionali.</p>
<p class=“second”>«Come si può constatare – fa notare il preside del valdese Elio Canale –, nella tabella statistica diffusa dal Ministero la media del nostro liceo è superiore a tutte le altre, mentre il confronto tra fasce di voti nelle decine ci vede più bassi nelle fasce sotto l’81/100 e sempre più in alto nelle fasce alte. Questi dati sono stati possibili grazie a 4 voti di 100/100 su 20 candidati».</p>
]]></description><link>http://www.riforma.it/newspage.php?id=news20100726225412</link></item><item><title><![CDATA[Il fotovoltaico sale in alpeggio]]></title><description><![CDATA[<p class="first">Forse quest’anno l’acqua non mancherà ma spesso, dopo la metà di agosto, certe fontane di montagna danno evidenti segni di criticità. Partendo da questa preoccupazione l’amministrazione di Villar Pellice ha deciso nel consiglio di fine luglio, di indirizzare una parte dei fondi degli avanzi di amministrazione per realizzare un impianto fotovoltaico all’alpeggio del Caugis; analogo impianto verrà realizzato anche alla Gianna.</p>
<p class=“second”>E mentre proseguono i lavori di realizzazione dell’impianto fotovoltaico sulle scuole, fra le preoccupazioni maggiori del Comune resta il ponte delle Ruine: un pilone appena ristrutturato si è abbassato con le piene di primavera e non è ancora chiara quale potrà essere il tipo di intervento, «anche perché – segnala il sindaco Lilia Garnier – la Regione non ha ancora deciso se mettere a disposizione dei fondi su quella piena…».</p>
<p class=“second”>Fra gli altri argomenti del consiglio comunale una interessante delibera con cui, sulla base della legge regionale 20 del 2009, si consente ad un privato la demolizione totale di una porzione di fabbricato (altrimenti irrecuperabile) con successiva ricostruzione: a condizione che si rispettino canoni architettonici e norme sul risparmio energetico.</p>
<p class=“second”>Il consiglio ha poi approvato una serie di ordini del giorno: di quelli sulla pubblicità lesiva della dignità della donna e sulla privatizzazione dell’acqua abbiamo già più volte scritto rispetto ad altri Comuni; gli altri due riguardano il pessimo servizio derivante dal passaggio al digitale terrestre che a Villar arriva spesso male, e un odg sulla discriminazione religiosa nelle scuole pubbliche: è un grido di dolore rispetto a questioni di laicità quali la discriminazione derivante ai ragazzi che non fanno religione cattolica dal fatto che l’Irc garantisca crediti agli studenti, senza dimenticare che con i soldi pubblici cioè di tutti, vengano pagati gli insegnanti di una sola religione… (pvr)</p>
]]></description><link>http://www.riforma.it/newspage.php?id=news20100726225250</link></item></channel></rss>
