<?xml version="1.0"?>
<rss version="0.91"><channel><title>Articoli di Riforma</title><description>Articoli dal sito riforma.it</description><link>http://www.riforma.it/</link><item><title><![CDATA[Svizzera. L’Eper e la politica di asilo:  una pubblicità controproducente?]]></title><description><![CDATA[<p class="first"><i>Zurigo ha detto sì al primo centro federale di accoglienza dei richiedenti asilo, sottoposti alla nuova procedura accelerata. Su una pagina intera del giornale Neue Zürcher Zeitung (Nzz), l’agenzia umanitaria protestante Eper si congratula con le autorità comunali di Zurigo per aver preso questa decisione. Si sono già sentite critiche sull’opportunità di una tale decisione.</i></p><br />
<p class=“second”><p class="chaptitle">I centri di richiedenti asilo sono raramente benvenuti.</p> Zurigo ha fatto il passo con questo primo centro nazionale che stabilirà la sorte dei richiedenti in 140 giorni. Entro un anno, dai 400 ai 500 richiedenti e gli specialisti che si occupano di loro si ritroveranno in un quartiere in pieno sviluppo di Zurigo, a qualche centinaio di metri dalla prestigiosa Prime Tower e di molti locali notturni.</p>
<p class=“second”>Il sostegno ai richiedenti asilo non è sempre popolare. «Ti ringraziamo calorosamente, caro Comune, per la tua coraggiosa decisione», scrive l’Eper sul grande quotidiano di Zurigo. Che la più grande città della Svizzera dica sì a questo primo centro federale dà il «la» di fronte alla maggioranza dei comuni più reticenti. Secondo l’Eper, questa decisione merita di essere valorizzata. L’agenzia umanitaria protestante, nota per i suoi progetti all’estero, si impegna anche in Svizzera a favore dei richiedenti asilo, soprattutto nell’ambito della consulenza legale. Questa posizio­ne però non è senza rischi, ha spiegato a Protestinfo Philippe Bovey, segretario romando dell’Eper. «È evidente che il sostegno ai richiedenti asilo in Svizzera non ci rende sempre popolari».</p>
<p class=“second”><p class="chaptitle">Uso dei doni?</p> Oltre a risvegliare un certo razzismo latente nella popolazione o, invece, a provocare l’accusa di appoggiare una politica svizzera che non smette di indurirsi di fronte ai richiedenti, la pagina intera dell’Eper su Nzz ha fatto reagire certi donatori. Questi non capiscono che i loro doni vengano utilizzati per pagare annunci sulla stampa anziché essere distribuiti alle persone che ne hanno bisogno sul posto. Un annuncio di questo tipo costa normalmente 20. 000 frs (16. 274, 00 euro), ha spiegato il portavoce tedesco dell’Eper. Nzz ci ha concesso uno sconto del 50% perché siamo certificati Zewo (servizio svizzero di certificazione per le organizzazioni di utilità pubblica che raccolgono dei doni). «Attribuiamo il 14% del nostro bilancio alla comunicazione, all’amministrazione e all’informatica, ha precisato il segretario romando; ora tra le Ong certificate Zewo, la media è chiaramente più alta, a più del 20%».</p>
<p class=“second”><p class="chaptitle">Appoggio alla politica di asilo?</p> Non si tratta neanche per l’Eper di essere tacciata di Ong che sostiene a occhi chiusi la politica di asilo in Svizzera. In particolare alla vigilia di un nuovo referendum, che l’Eper sostiene, contro gli indurimenti della legge sull’asilo. Secondo le nuove procedure, non tutti i richiedenti hanno diritto a un sostegno legale, si indigna l’Eper. Essa chiede ancora che i bisogni dei gruppi più vulnerabili siano presi in considerazione, in particolare a livello medico o che i richiedenti in corso di procedura abbiano possibilità di occupazione.</p>
<p class=“second”>Così, se dal punto di vista etico il sostegno pubblico dell’Eper al primo centro federale di richiedenti asilo a Zurigo può essere capito, che si sia d’accordo o no, da un punto di vista puramente di marketing l’annuncio su Nzz si rivela rischioso ed eventualmente controproducente. «Ma è nostra responsabilità ricordare che anche in Svizzera esistono argomenti che bisogna trattare anche se, come l’asilo, sono impopolari e polemici», ribatte Philippe Bovey. L’Eper si è sempre investita nel campo dell’asilo. E teniamo a proseguire il nostro sostegno ai richiedenti asilo».</p><br />
<p class=“second”><i><DIV align="right">(Traduzione dal francese di Lucilla Tron)</DIV><br /></i></p>
]]></description><link>http://www.riforma.it/innerpage.php?id=Villaggio Globale/article20130521105640</link></item></channel></rss>
