La solidarietà di valdesi e metodisti a don Ciotti

Bernardini: «Ciotti protagonista di una strategia che può vincere le mafie»

«Piena solidarietà a don Ciotti, la cui azione ci ispira sia come credenti che come cittadini che combattono il potere delle mafie». Inizia così il comunicato del moderatore della Tavola Valdese Eugenio Bernardini diffuso in seguito alle minacce di Salvatore Riina dirette al fondatore di Libera. La frase con le minacce, riportata dai media nei giorni scorsi, era stata pronunciata il 14 settembre del 2013 alla vigilia del ventesimo anniversario dell'omicidio di don Pino Puglisi, il parroco ucciso dai boss nel 1993. La solidarietà a Ciotti è giunta da molti fronti: dalla CEI a numerosi esponenti della politica locale e nazionale, fino, appunto, al moderatore della Tavola Valdese.

Bernardini ha ringraziato a nome dell'intera comunità dei valdesi e dei metodisti italiani «il testimone coraggioso di un'azione che colpisce gli interessi ma anche l'immagine arrogante e sicura di chi sfrutta, uccide e corrompe. Don Ciotti è minacciato - prosegue il moderatore - perché la sua azione è più efficace di tanti discorsi retorici e vaghi sulla lotta alle mafie e perché l'azione di educazione alla legalità che egli porta avanti fa breccia nel cuor di tante persone un tempo complici, silenziose o distratte. Il messaggio evangelico di speranza e liberazione - conclude Bernardini - ha bisogno di testimoni coraggiosi che meritano certamente la protezione dello Stato ma anche il sostegno materiale e spirituale della comunità dei valdesi e dei metodisti italiani».

Foto copertina: "Luigi Ciotti 2009" di Ignoto - Presidenza della Repubblica. Con licenza Attribution tramite Wikimedia Commons.

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