Francia: un romanzo sulla nascita del cristianesimo

Lo scrittore Emmanuel Carrère affronta la vita dell'evangelista Luca

Un’indagine sulla nascita del cristianesimo, vista attraverso la particolare ottica dell’evangelista Luca. È il soggetto del romanzo Le Royaume, ultimo e corposissimo lavoro dello scrittore e sceneggiatore Emmanuel Carrère, dichiaratamente non credente, in uscita nelle librerie francesi giovedì 11 settembre, mentre è in corso l’opera di traduzione in italiano per conto di Adelphi, che ha finora pubblicato alcuni suoi titoli tra cui il recente Limonov, già passato attraverso più edizioni.

La caratteristica principale della narrativa di Carrère, nato a Parigi nel 1957, è di partire da esperienze personali per affrontare i propri personaggi, i quali a loro volta trovano riscontro nelle cronache e nella storia. È il caso, per esempio, di Jean-Claude Romand (L’Avversario, 2000, ed. it. Adelphi 2013), spacciatosi per medico e ricercatore dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che nel 1993, al confine tra Francia e Svizzera, si rese autore di una vera e propria strage, uccidendo la moglie, i figli, i propri genitori e cercando poi il suicidio. Lo scrittore si muove interrogato e incuriosito dal dato di cronaca (e anche dalla superficialità con cui quest’ultimo viene trattato) e giunge, non senza difficoltà, a intrattenere un dialogo con l’imputato di quella che nel frattempo è diventata una causa epocale. L’indagine sulla mentalità di Romand e sulla sua vita di continua finzione si intreccia con riflessioni che non si dovrebbe esitare a definire «teologiche», nonostante il dichiarato ateismo dell’autore. Concetti come quello di prova, specchio oscuro (I Corinzi 13, 12) si affiancano a quello del titolo: come non pensare che l’«avversario» possa essere in qualche modo l’«ultimo nemico», cioè la morte (I Corinzi 15, 26)?

È il caso, anche, di un libro più recente, Vite che non sono la mia (2009, ed. it. Einaudi 2011), in cui l’autore mette a nudo la propria capacità o incapacità di affrontare due lutti che l’hanno toccato in diversa maniera: una bambina, figlia di una coppia di amici, travolta dallo tsunami del 2004 mentre egli, con la moglie, era in vacanza nello Sri Lanka; e una cognata, morta di un male inesorabile, curiosamente con lo stesso nome – Juliette – della bambina. L’investigazione dei sentimenti e delle aspirazioni, e dei meccanismi con cui essi si costruiscono e vivono si fa ancora più acuta e meticolosa con Limonov, racconto di un personaggio atipico: Edvard Limonov, nato nel 1943, diventa dissidente nell’Urss comunista; ripara a New York dove vive avventurosamente e d’espedienti, diventa scrittore a Parigi, per poi ritornare a Karkov (Ucraina) dov’era nato, dove fonderà un «neo-partito bolscevico»; in ultimo è oppositore del presidente russo Putin.

Parallelamente alla propria evoluzione artistica, che lo porta anche a scrivere dialoghi e sceneggiature per il cinema e la televisione, Carrère, che dichiara di aver avuto un periodo «cattolico» e di avere poi presto la fede, si è tuttavia manifestato come scrittore fortemente interessato alla Scrittura biblica, tanto da aver preso parte all’operazione, lanciata nel 2001 dall’editore Bayard, della Bible des écrivains, per la quale venti narratori contemporanei francesi, non necessariamente credenti, si sono mobilitati, a fianco di acclarati biblisti.

Come molti altri libri di Carrère, anche Le Royaume si apre, per quanto è dato conoscere dalle anticipazioni disponibili, con un episodio personale della sua vita: l’idea, un po’ singolare, di un viaggio, anzi una crociera, sui luoghi che furono quelli dell’apostolo Paolo. Da lì in poi, l’interesse si amplia e si approfondisce per l’enigma di come abbia potuto nascere e svilupparsi un fenomeno come quello del primissimo cristianesimo.