La nuova vita delle miniere

Come rivive l'antica Val San Martino. Prima tappa del viaggio nel turismo in Val Germanasca

La giornata dedicata a questo viaggio è grigia. Piove su tutto il Piemonte quando ci mettiamo in viaggio dalla val Pellice alla val Germanasca. Per chi ci è stato sa che dopo Pomaretto la valle si restringe decisamente e fra due quinte rocciose la strada si incunea fra il torrente e la roccia. L’inospitalità della valle si manifesta in tutta la sua interezza. Ma dura poco. È sufficiente inoltrarsi un poco per scoprire piccole frazioni ben curate e il grande centro di Perrero. Non ci fermiamo, continuiamo e superiamo il bivio per il vallone di Massello. Poco dopo arriviamo nella zona delle miniere di talco, ancora attive e rinomate. Come nella vicina val Pellice, anche qui l’attività estrattiva ha ricoperto e ricopre un ruolo fondamentale nell’economia montana. A differenza però delle cave di gneiss della«Pietra di Luserna» in val Germanasca si lavora sotto terra, nelle miniere, nei cunicoli, e all’esterno l’impatto sul paesaggio è sicuramente minore rispetto alle cave di pietra, ma sulle persone, la miniera ha un peso diverso rispetto alla cava. Proprio di miniere parliamo con Luca Genre, direttore di Scoprimiera - La Tuno srl (denominata con il termine in patouà che definisce la miniera), società a capitale misto pubblico-privato, creata nel 1998 per la gestione del nascente progetto.

Scopriminiera ha trovato il modo di far rivivere le miniere abbandonate creando una serie di percorsi. «Sempre di più fungiamo da ufficio turistico aggiunto – ci spiega Genre – molti gruppi vengono da noi (come quelli del Cai) e impegnano mezza giornata per la visita e poi ci chiedono cosa si può fare nell’altra metà. La valle è ricca di storia valdese e quindi li dirottiamo su un museo piuttosto che sulle seggiovie o dei percorsi escursionistici (ecomusei etc)». Scopriminiera porta ogni anno in val Germanasca oltre 15000 persone, numeri decisamente elevati. «Abbiamo lavorato molto bene con le scuole, nonostante la crisi generalizzata e il momento difficile proprio per l’istruzione – continua Genre – mentre sono calati i gruppi organizzati estivi come le estate ragazzi, segno inequivocabile che i comuni non hanno più le risorse per finanziarli. Con le scuole medie e superiori, oltre alla visita e alla contestualizzazione delle miniere, offriamo anche dei laboratori didattici che si integrano al percorso di studi che stanno effettuando». Nel periodo invernale le visite vengono chiuse e si effettuano i lavori di manutenzione e i vari controlli per la sicurezza. «La chiusura è prevista come sempre per l’ultimo fine settimana di novembre con le porte aperte delle miniere (visite a prezzi scontati) e il 4 dicembre ci sarà il consueto pranzo in cui si incontrano i minatori, quelli di un tempo e quelli che oggi lavorano nelle miniere».

La miniera ha segnato profondamente la società della val Germanasca e oggi ne subisce ancora le conseguenze. Le comunità, per la stragrande maggioranza, hanno subito un forte spopolamento, più marcato che negli altri territorio delle valli. Oggi c’è però la volontà di non perdere il grande patrimonio dell’attitivà estrattiva e Scopriminiera è una risorsa per tutta la valle.

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