Presidenziali in Romania, vince il luterano Johannis

Fa parte della minoranza tedesca, radicata nella regione fin dal Medio Evo

Di Luca Maria Negro e Claudio Geymonat

Klaus Johannis ha vinto il ballottaggio ed è il nuovo presidente della Romania. E’ membro della Chiesa evangelica luterana della Confessione di Augusta in Romania , la chiesa luterana di lingua tedesca in Transilvania. La regione è un’area di insediamento germanico fin dal XII secolo, che ancora oggi rappresenta una minoranza piccola ma significativa nel paese.

Klaus Werner Johannis, è sindaco di Sibiu ininterrottamente dal 2000. Si tratta di un centro di insediamento etnico tedesco fin dal Medioevo (di qui il suo nome Hermannstadt).

Leader del Forum democratico dei tedeschi di Romania (Forumul German) , Johannis ha promosso fortemente l’immagine di Sibiu nel circuito del turismo europeo fin da quando nel 2007 è stata nominata capitale europea della cultura.

Molto alta la partecipazione al voto, soprattutto nelle comunità rumene in Europa. In Italia in particolare, dove gli abitanti di origine rumena sono novecento mila si sono registrate lunghissime code e momenti di tensione nei consolati di molte città.

Johannis, membro dello schieramento liberal-nazionale, si presenta con le credenziali di buon amministratore urbano di una piccola città (135mila abitanti); da capire se riuscirà a trasporre a livello nazionale questa nomea di capace gestore locale.

La Chiesa ortodossa mai come in questa occasione è scesa nello scontro politico per sostenere con forza il candidato risultato sconfitto, l’attuale premier Victor Ponta. Non sono mancate le messe durante le quali i sacerdoti hanno invitato i fedeli a votare Ponta, ortodosso, contro lo «straniero» e luterano Johannis.

Abbiamo chiesto un commento sull’elezione di Johannis a Kilian Dörr, pastore titolare della Chiesa luterana di Sibiu/Hermannstadt, comunità di cui il nuovo presidente è membro. «Siamo entusiasti del risultato di queste elezioni», ha detto il pastore Dörr. «Per la Romania la sua elezione rappresenta un grosso passo in avanti, perché i romeni hanno dato fiducia a un membro di una minoranza etnica e religiosa, un “sassone” della Transilvania e per giunta un protestante. Il motivo va ricercato nel fatto che nei quindici anni in cui è stato sindaco della città ha saputo costruire una amministrazione modello, sviluppando le infrastrutture, combattendo la corruzione, privilegiando la cultura. Va detto che i luterani sono minoranza anche a Sibiu, appena l’1% della popolazione, ma Johannis è stato capace di far lavorare insieme le diverse etnie e confessioni». Qual è il suo coinvolgimento nella comunità luterana? «È un membro attivo, tanto che ha fatto parte del consiglio di chiesa per otto anni, dal 2004 al 2011. La sua elezione è importante per la stessa Chiesa luterana, perché la campagna elettorale è stata all’insegna non solo del nazionalismo ma anche di un nazionalismo ortodosso: in molte regioni la Chiesa ortodossa ha invitato i suoi membri a votare un ortodosso, e non Johannis. Ma il popolo romeno non ha seguito questo invito. In effetti questo è stato in larga misura un voto di protesta; non solo nei confronti del governo attuale (ben 8 ministri sono attualmente indagati per corruzione) ma anche nei confronti delle interferenze della gerarchia ortodossa. Un segno di laicità, insomma».  

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