Sergio Mattarella

Buon lavoro, Presidente Mattarella

Libertà religiosa, diritti dei migranti al centro dei messaggi degli evangelici italiani 

Sergio Mattarella sarà un presidente della Repubblica attento al tema della libertà religiosa: lo afferma il pastore Domenico Maselli, deputato per due legislature, ricordando un episodio di vent’anni fa. «Era l’11 maggio del 1995, e alla Camera si discuteva la legge di approvazione dell’Intesa con la Chiesa evangelica luterana, di cui ero relatore. Nel mio discorso ricordai tra l’altro il cinquantesimo anniversario della morte del teologo luterano Dietrich Bonhoeffer (9 aprile 1945) e sottolineai l’importanza dell’approvazione delle Intese tra lo Stato e le varie confessioni religiose. Il primo intervento, nel dibattito che seguì, fu proprio quello di Sergio Mattarella: ricordo che espresse piena consonanza con la mia relazione e sottolineò l’importanza della libertà religiosa di tutti e della separazione tra stato e chiese. Mi rallegro dunque per la sua elezione a Presidente della Repubblica».  

Un messaggio augurale «a nome degli evangelici raccolti nella Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei)» è stato inviato a Mattarella dal pastore Massimo Aquilante, presidente della Fcei. «È nota la sua alta considerazione per i principi di giustizia e democrazia che sono alla base della Repubblica», si legge nel testo diffuso dall’agenzia Nev – Notizie evangeliche. «Il nostro paese è oggi martoriato certamente dalla crisi economica, ma anche da un profondo smarrimento culturale e morale, che mina alla base lo sforzo di convivenza. Tanto più si rende necessario il rafforzamento di quel “patto di cittadinanza” che garantisce e restituisce il senso delle istituzioni e dello Stato». Aquilante ha inoltre invitato il Presidente Mattarella a vigliare su altri due temi molto cari agli evangelici italiani: quello della libertà religiosa e di coscienza, che «nonostante le parole nitide e chiare della nostra Carta fondamentale, incontra ostacoli e persino opposizioni, ad esempio in materia di luoghi da adibire al culto» (il riferimento è alla legge regionale lombarda recentemente approvata), e quello dei diritti dei migranti, e in particolare «di quanti fuggendo da violenze e persecuzioni tentano la via disperata della traversata del Mediterraneo».

Il pastore Eugenio Bernardini, Moderatore della Tavola valdese, ha inviato un messaggio al neo Presidente, trasmettendo a nome della Chiesa valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) «un sentito augurio per l'oneroso mandato che si accinge a svolgere assumendo la suprema carica dello Stato». «Come credenti evangelici – prosegue la lettera -  espressione della più antica presenza della Riforma protestante in Italia, pregheremo per lei, per il servizio che  renderà al paese in una contingenza difficile, in cui tutti sentiamo viva la speranza  di un'azione politica ancorata a un'etica pubblica rigorosa, attenta ai bisogni di chi è senza lavoro o lo cerca senza successo, di chi è più vulnerabile e meno garantito. Come cittadini italiani  ci rivolgiamo  a Lei nella consapevolezza che sarà difensore fermo e appassionato di quel supremo principio di laicità che  orienta l'ordinamento italiano e che oggi consente a comunità a lungo perseguitate come la nostra di vivere liberamente la nostra fede e di testimoniarla pubblicamente. Come europei siamo fiduciosi che Ella saprà orientare la sua azione verso una comunità di popoli e di nazioni sempre più solidale e coesa, attenta ai diritti umani, impegnata a difendere quel pluralismo culturale e religioso che dell'Europa costituisce un carattere prezioso e irrinunciabile». 

Anche il pastore Raffaele Volpe, presidente dell’Unione battista (Ucebi) esprime soddisfazione per l’elezione di Mattarella. «Io che mi sento un figlio adottivo della Sicilia per i tanti e belli anni di pastorato trascorsi nell’isola – ha dichiarato a Riforma - ho appreso con l’orgoglio di un figlio di quella terra l’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica.  Allo stereotipo del politico siciliano corrotto, mafioso e omertoso, la Sicilia ha spesso risposto con uomini e donne onesti, coraggiosi e competenti.  Quando Buscetta iniziò finalmente a raccontare a tutti cos’era la mafia,  di Piersanti Mattarella, fratello dell’attuale Presidente, disse che fu ucciso “su mandato della commissione e su ispirazione di Salvatore Riina”.  Oggi il fratello di un morto di mafia rappresenta lo Stato Italiano e questo riempie il mio cuore di speranza.  Buon lavoro, Presidente, che Dio la benedica».

 

Foto Presidenza della Repubblica, via Wikimedia Commons

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