Lasciarsi definire dall’ascolto dell’Evangelo

Il 1º giugno scorso, la Chiesa evangelica in Germania (Ekd) ha fatto memoria della nuova partenza che essa prese nel 1945, nell’Assia del Nord, a Schwalmstad-Treysa. La cerimonia si è svolta nella città in cui si era riunita la prima Conferenza delle chiese

È nel Centro diaconale «Hephata», a Treysa, infatti, che 70 anni fa si svolse la prima Conferenza delle chiese del periodo del dopo guerra. Quell’evento è considerato come la nascita della Chiesa evangelica in Germania (Ekd), con la fusione delle 28 chiese dei Land.

Durante la predicazione, il presidente del Consiglio dell’Ekd, Heinrich Bedford-Strohm, ha ricordato gli inizi del 1945: nel mese di agosto, 120 signori fecero il viaggio, nei loro vestiti miserabili, con patate nei loro bagagli, fino a Treysa. Là, per tre giorni, discussero di diversi piani possibili per una nuova partenza della Chiesa protestante, «come se non ci potesse esserci altro che una nuova partenza».

Heinrich Bedford-Strohm ha inoltre posto la domanda di sapere da dove quelli che si riunirono a Treysa trassero la forza necessaria per compiere quello che hanno fatto: «la risposta è in fondo molto semplice», ha detto, «ma ha avuto bisogno però di un lavoro concreto tanto audace quanto difficile: mettersi all’ascolto della parola di Dio e dello Spirito di Dio. Il che dovrebbe ispirare la Chiesa oggi, la quale deve rispondere a nuove sfide, ancora e ancora. Dalla fede nasce una responsabilità: che la Chiesa si rivolga oggi al pubblico avendo ben chiaro in mente che è in quel lavoro e in quell’ascolto che essa ha le sue radici».

Jochen-Christoph Kaiser, professore emerito di storia della Chiesa a Marburg, ha pronunciato un discorso nel quale ha sottolineato che la riunione che si svolse 70 anni fa era stata voluta e pianificata come una Conferenza di chiese dai suoi diversi dirigenti. La sua composizione fu tuttavia controversa, e si ritrovarono diversi gruppi animati da obiettivi differenti. L’accordo che emerse viene ricordato nei libri di storia come il «compromesso di Treysa».

Un po’ prima, Martin Hein, vescovo delle Chiesa evangelica di Kurhessen-Waldeck, aveva attirato l’attenzione sulla trasformazione profonda della società verificatasi in questi ultimi anni. «È terminato il tempo delle certezze», ha detto. «Per le chiese del nostro Paese, questo significa avvicinarsi strettamente, semplificare le strutture e ammorbidirsi, ma anche decidere, chiaramente e distintamente, di lasciarsi definire dall’ascolto dell’Evangelo». Hanno partecipato alla cerimonia l’ex presidente del Consiglio Wolfgang Huber e Nikolaus Schneider, che ha una lunga esperienza in quanto presidente del sinodo, Jürgen Schmude, e altri ex membri del consiglio.

Dopo la guerra e il crollo della dittatura nazista, l’assemblea di Treysa del 1945 concluse che la riorganizzazione tramite un ripristino della Chiesa evangelica in Germania non era possibile. Fu deciso che la Chiesa doveva essere ormai un’alleanza, e che sarebbe stata ormai «luterana, riformata, e unita».

La costituzione dell’Ekd fu adottata nel 1948 a Eisenach. Le diverse chiese regionali restano autonome, però da allora l’Ekd coordina in modo unificato di azione delle chiese dei Land, in una comunione di pulpito e altare. Le funzioni dell’Ekd, che ha sede ad Hannover, si riferiscono principalmente alle questioni di responsabilità pubblica della Chiesa e delle sue relazioni esterne. (Epd/Protestinter)

Foto "Bhf Treysa" by Jared Preston. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons.