La Cina rilasci gli attivisti per i diritti umani e i pastori delle chiese cristiane

Gli Stati Uniti definiscono allarmanti le restrizioni alla libertà religiosa in Cina

L’ambasciatore Usa per la libertà religiosa, David Saperstein, ha definito le detenzioni dell’avvocato Zhang Kai e di altri uno «sviluppo particolarmente allarmante». Secondo l’agenzia stampa Associated Press, Saperstein doveva incontrare Zhang e un certo numero di capi religiosi il 26 agosto scorso, ma sono stati arrestati il giorno prima.

È emerso ai primi di settembre che Zhang è stato condannato a sei mesi di cosiddetta «prigione nera» (carcere illegale, ndr.), insieme al suo assistente Liu Peng, con l'accusa di mettere in pericolo la sicurezza dello Stato e di disturbare l'ordine pubblico. Zhang era rappresentante legale di alcune chiese cristiane che contestavano l’ordine di rimuovere le croci dai luoghi di culto in Wenzhou, provincia di Zhejiang, sulla costa orientale della Cina.

«Non ci può essere alcuna scusa per la detenzione di queste figure religiose che o si sono incontrati con me o hanno cercato di incontrarsi con me», ha detto Saperstein.

«Questi arresti si inseriscono nel modello inquietante di intimidazione nei confronti di avvocati, attivisti internet, giornalisti, leader religiosi... Essi sottolineano chiaramente la precarietà della vita religiosa in Cina».

«È motivo di grande preoccupazione per noi e stiamo invitando il governo a rilasciare immediatamente tutti i difensori dei diritti umani e i leader religiosi», ha proseguito Saperstein.

L’organizzazione dei diritti umani China Aid, con sede in Texas, ha rilevato che la tortura è comune nelle prigioni nere, ai detenuti è vietato qualsiasi relazione fisica, scritta o verbale con i membri della famiglia o rappresentanti legali.

Zhang ha lavorato per conto di oltre 100 chiese e nel luglio scorso ha scritto e distribuito un «Manuale per attivisti della Croce», che fornisce consigli ai leader delle chiese su come possono usare la stessa costituzione cinese - che garantisce la libertà religiosa - per difendere i loro diritti.

Le stime variano, ma si ritiene che almeno 1.700 chiese siano state demolite o hanno subito la rimozione delle croci nella provincia di Zhejiang negli ultimi due anni. Gli attivisti sono convinti che il partito comunista al potere stia diventando sempre più sospettoso dell’influenza del cristianesimo, che sta vivendo una crescita imponente in Cina.

Fonte: Christian Today

Foto "West Lake". Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

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