«La tratta e le nuove schiavitù»

«La tratta di esseri umani e il traffico di migranti costituiscono una schiavitù moderna», così si è espresso il Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) riunitosi a Trondheim in Norvegia

«La tratta di esseri umani e il traffico di migranti costituiscono una forma di schiavitù moderna», così si è espresso il Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), riunitosi in questi giorni a Trondheim in Norvegia.

Il Comitato centrale, che proprio oggi terminerà i lavori, ha rivolto un invito alle chiese membro «a partecipare unite al contrasto delle illegalità traendo ispirazione dal Vangelo per contribuire alla sensibilizzazione e alla prevenzione della tratta di esseri umani e del traffico di migranti in ciascuna delle aree di missione».

La tratta, ha proseguito il Comitato centrale, è «certamente un fenomeno globale, una mercificazione che racconta ogni giorno storie di migliaia di persone maltrattate e private delle loro libertà: sfruttamento sessuale quotidiano; sfruttamento nel campo del lavoro; traffico di organi e vendita dei figli».

Il Comitato centrale ha esortato con forza le proprie chiese a collaborare anche con organizzazioni della società civile e con i governi, disponibili, per potenziare il proprio campo d’azione. Il Cec e il suo Comitato, da sempre, si impegnano nel campo dei diritti civili e umani con particolare riferimento al fenomeno della tratta, «risultato evidente delle disparità sociali ed economiche del nostro pianeta».

Tratta di esseri umani e traffico di migranti che sono una schiavitù moderna, perversa e poco visibile: «Tutte le persone coinvolte hanno invece dei volti, dei nomi e delle storie», prosegue il Comitato centrale, con un monito: «una tragedia che potrebbe capitare a chiunque di noi, se dovessimo trovarci nelle medesime situazioni di vulnerabilità». Un problema che «sta causando dolore ai nostri fratelli e sorelle in America Latina».

Il numero di vittime della tratta è stimato in circa 2,5 milioni di persone e, per ogni vittima identificata, ci sono purtroppo altre 20 persone non identificate; il 70% sono donne e ragazze, la metà delle quali al di sotto dei 18 anni di età; questi sono dati diffusi dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc, 2009).

Il Comitato centrale del Cec infine riafferma con forza «l’impegno per la solidarietà e per il contrasto al traffico di esseri umani; sollecita le chiese membro ad unirsi a questa sfida ispirata dal Vangelo e chiede di contribuire alla sensibilizzazione e alla prevenzione della tratta di esseri umani e traffico di migranti in ciascuna delle aree di missione facendo rete con le associazioni e le istituzioni disponibili».

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