Era il 5 aprile 1970 quando presero il via le puntate settimanali della trasmissione Ascolta, si fa sera sul primo canale radiofonico della Rai: cinque fra sacerdoti, vescovi e biblisti cattolici e, a completare la settimana, un rabbino per le Comunità israelitiche e un pastore evangelico. In quell’anno giunse per la prima volta a milioni di italiani la voce di Elio Toaff, poi a lungo conosciuto come rappresentante dell’ebraismo italiano sempre pronto a interloquire con la politica e la cultura del nostro paese. E tanti, con il pastore Mario Sbaffi, cominciarono ad accorgersi degli evangelici, la cui presenza sulle stesse frequenze era già assicurata nello spazio orario del Culto evangelico la domenica mattina alle 7,30.

Oggi l’ascolto radiofonico o televisivo si affida allo streaming o al podcast e la domenica mattina alle 7,30, dopo una settimana di lavoro non era e non è sempre agevole sintonizzarsi sul Culto. Ascolta si fa sera scelse un’altra soluzione, gestendola ovviamente con lo «schema tattico» della proporzionalità confessionale (5+1+1): un’ora popolare nelle vicinanze del Giornale radio.

Da allora in diversi fra pastori e pastore (al momento la pastora battista Anna Maffei) si sono succeduti a questi microfoni: fra loro il metodista Giovanni Anziani, che ha da poco mandato in stampa una raccolta di meditazioni scritte appunto per questo scopo*. Pur adattati alla comunicazione della pagina scritta, i testi hanno mantenuto l’impostazione funzionale alla comunicazione orale e di immediata comunicativa: si tratta evidentemente, nell’ambito dei tre minuti o poco più a disposizione, di entrare subito in argomento, esplicitando nelle prime righe un testo biblico di riferimento (breve anch’esso) o ponendo un problema che può coinvolgere la vita di chiunque, eventualmente con rimandi alla storia delle chiese riformate o ai capisaldi della loro letteratura. Vi sono anche dei cicli: è il caso delle puntate dedicate ai Salmi o alle serie sulle parabole e sulle Beatitudini, sulle Epistole ai Romani, agli Ebrei e sugli Atti.

Come si dice nella presentazione, si tratta di fermarsi un attimo (anche se i camionisti, che per primi manifestarono alla Rai il loro gradimento per la trasmissione agli esordi, non si fermano certo), a riflettere sul grande dono che abbiamo ricevuto con la Parola di Dio. Per chiunque se ne senta sollecitato, ogni strumento per farlo è da accogliere con riconoscenza.

* G. Anziani, Un tempo per ascoltare, Marchirolo (Va), Ed. Uomini Nuovi, 2016, pp. 224, euro 15,00.

Immagine: via pixabay.com

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