«L'Assemblea delibera di usufruire, per soli fini umanitari, sociali e culturali, delle opportunità che offre la legge 222/85, optando anche per le quote non espresse, ritenendo che tale determinazione non contraddica l'identità di una minoranza religiosa come quella battista che sostiene la separazione tra Chiesa e Stato». Con queste parole, nel giugno 2008, l’atto numero 30 della XL Assemblea generale sancì l’adesione dell'Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi) all’otto per mille: il meccanismo che consente ai contribuenti italiani di destinare una quota fissa dell’imposta sui redditi Irpef alle «confessioni» che abbiano stipulato un’intesa con lo Stato. A seguito di quella decisione, maturata in 15 anni di animato dibattito assembleare, nel 2013, per la prima volta, i battisti italiani hanno contato le proprie firme: 16.407, pari allo 0,9% delle quote espresse. Tre anni dopo, nel giugno di quest’anno, lo Stato ha erogato nelle casse dell’Ucebi 1.125.518 euro. «Una somma importante per una piccola realtà come la nostra, che ora è chiamata a onorare la fiducia ricevuta», aveva commentato il pastore Raffaele Volpe, presidente dell’Ucebi.

In vista della prossima Assemblea generale, che si riunirà a Chianciano Terme dal 29 ottobre al 1° novembre, il sito dell’Ucebi riporta nel dettaglio la distribuzione delle risorse del 2016, dividendo per categorie i progetti che su segnalazione della Commissione otto per mille il Comitato esecutivo Ucebi ha deciso di finanziare. Esclusi i costi di gestione (82.000 euro) e le spese per le campagne pubblicitarie realizzate dal 2013 a oggi (quasi 33.000 euro), più di 1 milione di euro saranno stanziati su un totale di 54 progetti: di natura assistenziale (255.840 euro totali), culturale (214.410), sociale (427.100) e umanitaria (104.000). Partendo da questi ultimi, Bolivia, India, Giordania e Zimbabwe sono i quattro paesi esteri cui i battisti italiani tendono la mano: sostenendo il lavoro che l’associazione «Donne per la solidarietà» porta avanti in Sud America; finanziando un ambulatorio aperto da «Familia Onlus» nel villaggio di Koman Nagar, nello stato indiano del Tamil Nadu; acquistando un autobus per i bambini di Mafraq, cittadina giordana al confine con la Siria dove opera l’Ong «Vento di Terra»; e potenziando il progetto «Una vita un dono», un programma di adozione a distanza ideato dalla stessa Ucebi per gli orfani dello Zimbabwe.

Più del doppio delle risorse saranno destinate a progetti culturali nazionali: dalla ristrutturazione del Centro evangelico di Rocca di Papa e del Villaggio «Martin Luther King» di Meana di Susa (TO), alle varie iniziative che preparano il Cinquecentenario della Riforma. Tra i beneficiari culturali figurano, è significativo ricordarlo, i vari poli dell’editoria protestante: l’editrice Claudiana, il settimanale «Riforma» e il mensile «Confronti». Per quanto concerne i 15 progetti assistenziali messi a bilancio, il filo rosso che li collega sono i temi delle fragilità e dell’accoglienza migranti. La cura degli anziani, da sempre al centro della campagna battista, troverà riscontro nei massicci lavori di ristrutturazione della Casa di riposo G. B. Taylor di Roma e nel potenziamento dei programmi ad essa collegati. Secondi a pari merito per investimento figurano l’Associazione cure palliative Onlus, impegnata nell’assistenza dei malati terminali e delle loro famiglie e il centro d’accoglienza «A28», ideato dall’organizzazione umanitaria «Intersos» per i minori non accompagnati che transitano nel nostro paese. Sempre nel campo dell’accoglienza, diversi investimenti sono previsti lungo tutto il territorio nazionale – Diaconia di Milano e chiese di La Spezia, Rovigo, Milano Pinamonte, Roma Teatro Valle e Trastevere –, interventi atti a rinforzare la rete d’accoglienza e protezione in un’epoca di migrazioni globali.

Infine, più di un terzo delle risorse disponibili verranno impegnate su progetti di carattere sociale: primo fra tutti il “Palazzo dei professori” di Rivoli (TO), una palazzina di proprietà dell’Ucebi – così chiamata perché un tempo vi risiedevano i docenti della scuola biblica fondata nel secondo dopoguerra da missionari battisti americani – che si pensa di mettere al servizio dei bisognosi, inserendo i suoi appartamenti nella rete sociale del comune. La seconda voce di spesa del bilancio sociale andrà invece a finanziare i progetti umanitari della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, istituzione di cui l’Ucebi si conferma membro particolarmente attivo.

In conclusione, dal rapido scorrimento dei primi dati otto per mille della storia dell’Ucebi emerge che anziani, migranti e ambiente sono le tre parole su cui i battisti declinano il proprio impegno umanitario, sociale e culturale. A queste priorità è rimasta coerente la campagna del 2016, il cui slogan recita: «Una scelta per i diritti di tutti, non per finanziare una religione». «Abbiamo scelto la parola “diritti” – ha spiegato il presidente Volpe all’Agenzia NEV –, perché crediamo che in questo momento storico sia particolarmente importante declinarla al plurale: è soltanto nella capacità di tenere insieme diversi “diritti” che si può veramente garantire “il diritto”».

Per una panoramica esaustiva dell’Otto per mille in Italia consigliamo il portale aggiornato del Dipartimento delle Finanze; chi volesse navigare in autonomia nell’otto per mille battista potrà farlo a partire da qui.

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