Entrano nel vivo i lavori della Cevaa

Il culto di apertura presieduto dal pastore Schlumberger

Stanno entrando nel vivo i lavori della nona assemblea generale della Cevaa, la Comunità delle chiese in azione, riunita a Sète, in Francia.

I delegati delle 35 chiese membro sono giunti da 24 nazioni e 4 differenti continenti per 8 giorni di intenso lavoro, utili a fare il punto sulla situazione dei vari progetti in corso. Si tratta di 11 chiese europee, 6 dell’Africa australe e dell’Oceano Indiano, 3 dell’America Latina e Oceano Pacifico, 7 dell’Africa centrale, 8 dell’Africa nord-occidentale.

Il tema guida prescelto che sarà un pò il filo rosso dell’assise è “Famiglie, Vangelo e Culture in un mondo in mutazione”. Quest’anno verrà inoltre rinnovato sia il segretariato generale che la presidenza della Cevaa.

Il culto di apertura è stato a più voci, presieduto dai presidenti delle 3 chiese transalpine membro della Cevaa: l’Unione nazionale delle chiese protestanti evangeliche di Francia (Unepref), la Chiesa protestante unita di Francia (Epudf) e l’Unione delle chiese protestanti di Alsazia e Lorena.

La predicazione è stata tenuta dal pastore Laurent Schlumberger, presidente dell’Epudf, che ha accolto i presenti con le parole del salmo 133: « “E’ buono e soave per fratelli e sorelle vivere insieme”. Il 2017 si presenta come un anno ricco di appuntamenti: il tema scelto per questa nostra assemblea è in consonanza con l’anniversario della Riforma. Il cuore del Vangelo, la buona novella che bisogna annunciare è la libera grazia di Dio». Ricordando le vicende di Caino e Abele Schlumberger ha voluto inoltre sottolineare come «in ogni sorta di relazione umana dobbiamo passare dalla rivalità alla fraternità, da una situazione in cui siamo uno contro l’altro ad una in cui siamo uno in rapporto con l’altro. A te mio fratello, mia sorella, posso dire questo: non sei più un rivale, ora sei il segno della grazia di Dio per me come io lo sono per te».

Un’intera sessione di lavoro sarà dedicata all’illustrazione del progetto “Solidarité Santé” finanziato dall’otto per mille della Chiesa valdese che prevede un’importante lavoro di qualificazione di numerosi ospedali africani.

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