«Accogliere e farsi accogliere» è il titolo del progetto di Diaconia Comunitaria a cui da circa un anno stanno lavorando le chiese di Villar Pellice, Torre Pellice, Pomaretto e San Germano Chisone. Obiettivo è la facilitazione dell’incontro fra i ragazzi richiedenti asilo e rifugiati beneficiari dei progetti Csd e la popolazione dei comuni in cui essi risiedono.

Nell'intervista realizzata ai microfoni di Radio Beckwith a Valeria Volat, volontaria del progetto, qualche dettaglio in più:

«Seguiamo una decina di ragazzi, tutti sui vent'anni, che provengono da diversi paesi dell'Africa e uno dal Bangladesh. Il nostro progetto prevede il coinvoglimento in attività sportive, collaborazioni con associazioni sul territorio e inserimenti lavorativi: due di loro affiancano gli operai che lavorano al comune di San Germano e altri vanno a scuola. Per creare una rete ci siamo rivolti a molte realtà del territorio: da cosa nasce cosa e ora, dopo le difficoltà d'avvio iniziali, con il passaparola le collaborazioni procedono in maniera più snella e senza impedimenti particolari. Proprio in questi ultimi periodi abbiamo attivato una doppia collaborazione con l'associazione Le ali Spiegate di San Germano: abbiamo creato dei piccoli oggetti da vendere in vista del Natale e nei prossimi mesi organizzeremo diversi tipi di attività ed uscite per far conoscere i nostri ragazzi con quelli che fanno parte dell'associazione».

Dove abitano i ragazzi?

«A San Germano, in un appartamento di due piani di proprietà della chiesa valdese. Sono completamente autosufficenti nella loro vita quotidiana: cucinano, fanno le pulizie, fanno la spesa, lavano e stirano».

Avete organizzato una mostra dal titolo «Accogliere e farsi accogliere: da Lampedusa a San Germano». Di cosa si tratta?

«Si compone di due parti: una contiene i disegni realizzati da Francesco Piobbichi, operatore di Mediterranean Hope a Lampedusa. La seconda propone invece fotografie scattate direttamente dai nostri ragazzi durante le loro giornate, che raccontano la loro quotidianità: la scuola, il lavoro, gli spostamenti, la spesa... Per quasi tutti questi ragazzi Lampedusa è simbolo della fine del viaggio pericoloso e di approdo in Europa. Invece San Germano, in questo momento, è per loro un punto di nuovo inizio per una vita finalmente, almeno per ora, sicura, in cui tirare il fiato, in cui potersi anche permettere di pensare al futuro. Una vita normale».

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In occasione della mostra saranno in vendita anche delle borse.

«Si, sono state realizzate dai nostri ragazzi: pezzi unici realizzati interamente a mano, con disegni che rappresentano una parte della loro vita. Nel corso dell'estate abbiamo fornito delle borse in stoffa e loro hanno scelto quale immagine disegnare: chi la bandiera del proprio paese, chi dei pensieri...».

La mostra sarà inaugurata domenica 13 novembre alle ore 10 e rimarrà aperta fino alle 16.

Da lunedì 14 a venerdì 18 sarà visitabile il pomeriggio, dalle 15 alle 17 nella sala valdese in via Scuole.

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