Come sono grandi i suoi segni! Come sono potenti i suoi prodigi! Il suo regno è un regno eterno e il suo dominio dura di generazione in generazione
Daniele 4, 3

Non temere, piccolo gregge; perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno
Luca 12, 32

Ricordate la storia di Davide e Golia? Il giovane sbarbatello pastore, armato di fionda e fede, riuscì ad abbattere il gigantesco Filisteo che seminava lutti e terrore in Israele.

I Filistei, opponendosi ad Israele, si opponevano al disegno di Dio per il suo popolo e Golia era l’incarnazione dell’opposizione umana ai disegni di Dio. Le sue erano sfide continue, e proprio quando sembrava che la forza bruta stesse per prendere il sopravvento, ecco il pastorello imberbe Davide farsi avanti.

Cosa lo spingeva? La fede nella fedeltà di Dio alle sue promesse. Se il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe aveva promesso la terra ad Israele, Davide, probabilmente, si domandava chi fosse mai quel filisteo che osava sfidare Dio e trattare con disprezzo le schiere del suo popolo.

Sappiamo come finì la storia. Davide vinse su Golia.

Quella di Davide fu la vittoria della fede sulla forza, ed ancora oggi questa sfida è per tutti noi dinanzi ai vari Golia che si parano davanti a noi, alla nostra testimonianza, alla nostra vita di Cristiani. Il nostro smarrimento davanti alle sfide della fede è spesso frutto della nostra stessa incapacità a contrastare il compromesso col peccato nella nostra vita. Confidiamo in Dio e in quella Parola che ci ricorda che «il Signore sa liberare i pii dalla prova» (2 Pietro 2, 9).

Saremo pur pochi, saremo pur un piccolo gregge, ma il Signore ha vinto il mondo (cfr. Gv 16, 33) e noi con Lui.

Nella storia di Davide e Golia, il più forte fu proprio il giovane pastore, che andò incontro a Golia non armato di spada, ma della propria fede.

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