La Kirk e i matrimoni gay

Ulteriore passo della Chiesa di Scozia verso l’approvazione ufficiale delle unioni fra persone dello stesso sesso

E’ in corso in questi giorni, dal 20 al 26 di maggio, l’annuale Assemblea generale della Kirk, la Chiesa di Scozia, la principale denominazione cristiana del Paese.

Insediato il neo moderatore, pastore Derek Browning, 54 anni, che prende il posto di Russell Barr alla guida della chiesa riformata (nata nel 1560 sulla spinta del teologo John Knox), i lavori sono entrati subito nel vivo.

730 delegati stanno discutendo, oltre che di finanze e di gestioni economiche, anche degli ulteriori passi da compiere verso il riconoscimento dei matrimoni fra persone dello stesso sesso. Si tratta di un percorso intrapreso da anni, ricco di momenti di confronto e dibattito, che in questi giorni si arricchirà di un documento che i partecipanti sono chiamati a votare, e che rappresenta una sorta di mandato affidato al Comitato giuridico della Kirk per valutare le implicazioni legali connesse all’unione di due uomini o due donne, in maniera tale da riferirne alla prossima Assemblea generale, nel 2018. Questa potrebbe essere la prima data utile per il consenso finale. Il documento contiene anche le scuse ufficiali della Chiesa di Scozia per le azioni discriminatorie del passato nei confronti dei gay e delle lesbiche delle proprie comunità.

Dal 2014 il parlamento scozzese consente l’unione di persone dello stesso sesso, mentre in ambito religioso fra poco, a giugno, dovrebbe toccare agli episcopali di Scozia approvare in maniera definitiva l’unione di due uomini o due donne, il che andrà a creare un ulteriore scontro con la Comunione anglicana (85 milioni di fedeli nel mondo) di cui la Chiesa episcopale è parte, e che in materia sta discutendo da anni, senza esser ancora giunta ad una soluzione. Quella episcopale diventerebbe in questo modo la prima fra le maggiori chiese in Scozia ad approvare i matrimoni gay, perché ad esempio la Chiesa d’Inghilterra, anglicana, non li consente. Lo scorso anno la Comunione anglicana ha sospeso per tre anni gli episcopali statunitensi che hanno invece votato nel proprio sinodo per il sì alle benedizioni e ai matrimoni per le coppie dello stesso sesso.

Alla cerimonia inaugurale dell’Assemblea generale ha partecipato anche la principessa reale Anna, in rappresentanza della madre, la regina Elisabetta, che ogni anno nomina un Alto commissario a fare le sue veci a meno di non partecipare personalmente, come già avvenuto in passato. La principessa seguirà i lavori e riporterà alla regina i principali temi dibattuti dai delegati.

Immagine: Da sinistra a destra nella foto il neo moderatore Derek Browning, la principessa Anna e il moderatore uscente Russell Barr. Via churchofscotland.ork.uk

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