Il Premio Luchetta ai «Corridoi Umanitari» della Fcei

«La Fondazione Luchetta premia un sogno che può e deve diventare realtà – dice la motivazione –: un appello all’Europa perché si renda protagonista dell’accoglienza»

Nell’ambito della 14esima edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, il riconoscimento speciale per il 2017 è andato a «Mediterranean hope (Mh) – progetto corridoi umanitari: l’accoglienza oltre l’emergenza», avviato dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia, la Comunità di Sant’Egidio e la Tavola valdese.

«Quest’anno la Fondazione Luchetta premia un sogno che può e deve diventare realtà – si legge nelle motivazioni del premio –: un appello all’Europa perché si renda protagonista dell’accoglienza».

«È stato un grande onore poter ricevere questa attenzione – ha dichiarato a Riforma.it il professor Paolo Naso, coordinatore del progetto Mh – Corridoi Umanitari della Fcei –, anche perché questo Premio si aggiunge ad altri riconoscimenti importanti ricevuti quest’anno. Per Mediterranean Hope, progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, questa ulteriore dimostrazione di interesse è la conferma che la società civile dimostra di saper rispondere alle necessità, anche provocatoriamente, e di saper tutelare i diritti umani e la vita stessa delle persone, in questo caso dei profughi giunti in Italia attraverso il nostro progetto. È molto importante ciò che si fa per l’accoglienza – ha concluso Naso – ma ancor più importante è promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione».

Proprio agli esodi e alle migrazioni, emblema del nostro tempo, è intimamente legato il Premio Speciale 2017 assegnato dalla Fondazione Luchetta a Mediterranean hope «Quest’anno la Fondazione premia un sogno che può e deve diventare realtà – ha spiegato la Presidente sul sito della Fondazione ( http://fondazioneluchetta.eu/news/2017/premio-luchetta-2017-vincitori/ ), Daniela Luchetta che consegnerà il Premio il 22 giugno al Teatro Politeama Rossetti di Trieste in una serata che sarà ripresa e poi trasmessa da Rai1 –. È il sogno dei corridoi umanitari, modalità sicure attraverso le quali i rifugiati possono arrivare in Europa senza rischiare di morire nei viaggi della disperazione – 5000 i morti in mare solo nel 2016 – al sicuro dalle organizzazioni criminali. In una società aperta e giusta la possibilità di arrivare attraverso sicuri canali dovrebbe essere la strada principale per soccorrere le persone che fuggono dalla persecuzione e dalla violenza. Mediterranean Hope ha già portato in Italia 1.000 rifugiati siriani, accolti attraverso reti di ospitalità privata. Un modello per tutti i Paesi europei. Attraverso il Premio Speciale Luchetta a questa coraggiosa esperienza – ha concluso la presidente – vogliamo infatti lanciare un appello all’Europa perché finalmente si renda protagonista di una vera accoglienza, abbattendo i muri e cominciando, finalmente, a costruire dei ponti».

I premi di quest’anno sono stati assegnati alla reporter della Bbc Lyse Doucet, a Valerio Cataldi del Tg2, a Laura Silvia Battaglia di Left Magazine, a Tom Parry del Daily Mirror e al fotografo Khalil Ashawi, per la sezione fotografia.

Il Premio ( http://www.premioluchetta.it/it_/home.asp )

Il 28 gennaio 1994, a Mostar Est, una troupe della Rai di Trieste che stava realizzando uno speciale per il Tg1, per proporre i bambini vittime della guerra balcanica come candidati al Premio Nobel per la Pace, veniva colpita da una granata: Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’angelo sono stati i primi inviati Rai a perdere la vita, mentre svolgevano il proprio lavoro. Nel loro ricordo e quello di un altro operatore triestino, Miran Hrovatin, assassinato a Mogadiscio con la giornalista Ilaria Alpi, è stato istituito il Premio Luchetta.

I riconoscimenti sono assegnati a giornalisti, fotografi e tele cineoperatori di tutto il mondo che raccontano, con particolare sensibilità, la difficile tematica delle violenze e delle sopraffazioni sui bambini che, nelle guerre per il potere o il petrolio, nelle contrapposizioni etniche e nei deserti della miseria sociale, sono vittime predestinate e innocenti.

«È un premio al giornalismo che è insieme notizia e messaggio – ricordano i promotori della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con sede a Trieste –, proponendo i valori di pace, sostegno, solidarietà e rispetto dei diritti civili, che sono la via d’uscita dalle tragedie di ieri e di oggi».

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