Quattro inchieste per sei giornaliste

Quest’anno il Premio Morrione approderà a Torino il 20 e 21 ottobre, con incontri, workshop, conferenze e dibattiti e la designazione, l’ultima sera, delle inchieste vincitrici

«A volte affiora in me la paura di non essere empatica, di non riuscire a colpire. Ma subito arriva quel consiglio sperato, il messaggio che ti solleva dalla crisi in cui l’insicurezza ti ha fatta sprofondare: “mettiti lì, come sai fare tu, togliti tutte le curiosità che hai su una persona, come se fosse un tuo amico, una storia da scoprire, una storia da raccontare. Sii te stessa e cerca di sapere veramente cosa c’è dietro queste storie, queste persone, emozioni, impressioni e sensazioni. Dimenticati di avere una telecamera, di essere una giornalista e cerca di conoscere la persona che hai davanti per scoprire cos’ha da raccontarti”; grazie a questo incoraggiamento prezioso, l’intervista successiva è poi andata bene» racconta Giulia Elia, parole scelte per raccontare il suo impegno e la sua fatica che la vedono impegnata a terminare la produzione della sua video inchiesta dal titolo «Tabù Hiv», scelta insieme ad altre, per concorrere alla finale del Premio Roberto Morrione .

Un Premio promosso dall’Associazione Amici di Roberto Morrione – che vede la nostra testata Riforma tra i media partner insieme a Rai News, Rai Radio3, Tgr Rai e Internazionale – e che si propone di organizzare iniziative culturali, campagne informative, incontri di approfondimento e di sensibilizzazione sui temi dell’informazione, del giornalismo d’inchiesta, del reportage, del giornalismo televisivo e dei new media.

Quest’anno il Premio Morrione, giunto alla sua sesta edizione, approderà a Torino i prossimi 20 e 21 ottobre, con due giornate ricche d’incontri, workshop, conferenze e dibattiti e la premiazione, l’ultima sera, delle due inchieste vincitrici.

Per la prima volta in finale sono arrivate sei giornaliste. L’iniziativa è dedicata agli e alle under 31 come richiesto dal regolamento di concorso; le sei finaliste sono state scelte tra i 91 partecipanti – con 52 progetti candidati – nel bando 2016/2017.

I progetti in corsa e selezionati dalla giuria presieduta da Giuseppe Giulietti sono: «Tabù HIV» video inchiesta di Giulia Elia seguita dal tutor Paolo Trincia; «I canali», video inchiesta di Alessia Melchiorre e Antonella Serrecchia, seguite dalla tutor Giulia Bosetti; «Le mani sul fiume», webdoc d’inchiesta di Giulia Paltrinieri e seguita da Maurizio Torrealta; infine «Matti per sempre», webdoc d’inchiesta di Maria Gabriella Lanza e Daniela Sala, seguite da Laura Silvia Battaglia.

«Questo mese di produzione sarà il più intenso – hanno ricordato Alessia Melchiorre e Antonella Serrecchia –. Dovremmo fare il lavoro più delicato: trovare il modo giusto per raccontare la storia che in questi mesi ci ha molto impegnate di giorno, ma che spesso ci ha fatte rimanere sveglie anche la notte. Dobbiamo affrontare gli errori che abbiamo fatto in questi mesi per potervi rimediare, capire ciò che abbiamo fatto bene e trovare il modo per valorizzarlo».

Un lavoro difficile e intenso quello delle sei finaliste: «Sei soddisfatta? Ti piace? Quante volte ci siamo fatte queste domande – ricordano Maria Gabriella Lanza e Daniela Sala –, cercando di capire se veramente era tutto perfetto, se il nostro web doc era proprio come lo avevamo immaginato. A volte con stupore, e un po’ di timore, abbiamo risposto semplicemente sì. Altre volte avremmo voluto fare meglio».

Il Premio prevede che a ciascun progetto finalista sia assegnato un contributo in denaro di 4.000 euro da impiegare nello sviluppo e produzione dell’inchiesta; i progetti selezionati inoltre concorrono a un premio finale in denaro del valore di 2.000 euro ciascuno per la migliore video inchiesta e il migliore webdoc d’inchiesta.

Le inchieste vincitrici saranno poi diffuse da Rai News 24 e parteciperanno a festival e incontri in Italia e all’estero.

Una visibilità gradita dopo tanto intenso lavoro ricorda la finalista Giulia Paltrinieri: «Scadenze, appuntamenti, consegne: da subito riuscire a incastrare interviste e riprese, con quel risiko di scarabocchi sull’agenda è stato un vero mandato di velocità. Se la giornata la devi passare in redazione, i viaggi verso il fiume meglio programmarli all’alba o la notte fonda, cercando di portare a casa un mezzo risultato e arrivare in tempo al lavoro. Missione compiuta, devo dire. Anche se, in un solo mese, mi sono guadagnata tre multe per eccesso di velocità e diversi punti in meno sulla patente. L’aveva detto anche il Re del Po: “Cara mia, non capisco perché vuoi fare due cose insieme, che alla fine le fai male tutte e due”».

Dal 2012 ad oggi hanno partecipato al bando 523 giovani autori con 377 soggetti di inchiesta e, grazie al Premio, sono state realizzate 16 inchieste giornalistiche, inchieste che oltre al tutoraggio professionale, prevedono anche l’assistenza tecnica e legale.

Un Premio che «in poco tempo – ricorda Giuseppe Giulietti, presidente di Giuria e della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) –, ha conquistato una sua originalità, perché ha l’ambizione di riportare l’attenzione mediatica sulle inchieste, quel genere nel quale si cerca di andare oltre la cronaca, di scendere nelle profondità di una storia, di cogliere quello che spesso non si vede, non si sente, oppure non si vuole vedere e sentire. Il premio dedicato a Roberto Morrione non è una delle tante occasioni per ritrovarsi e scambiarsi riconoscimenti tra “Giornalisti con il tesserino”, al contrario vuole essere ed è un momento per ragionare sulla professione come dovere etico e civico, sulla qualità e la dignità del prodotto, sulla capacità di fornire a chi legge, vede o ascolta, gli strumenti per orientarsi, per trovare possibili chiavi di lettura, per stimolare curiosità, per tenere sempre aperto l’orizzonte del pensiero critico, senza il quale non può esistere la libera informazione e neppure l’ordinamento democratico».

Il premio è realizzato con il sostegno dell’Otto per mille dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi, della Fnsi, della UsigRai. Rai News 24, Rai Radio3, Tgr e Internazionale e Riforma, sono i media partner.

La giuria del premio è presieduta da Giuseppe Giulietti ed è composta da Paolo Aleotti, Luca Ajroldi, Federico Badaloni, Piero Badaloni, Francesca Barzini, Laura Silvia Battaglia, Giuliano Berretta, Giulia Bosetti, Valerio Cataldi, Francesco Cavalli, Giovanni Celsi, Enzo Chiarullo, Giovanni De Luca, Giovanni De Mauro, Daniela De Robert, Antonio Di Bella, Mara Filippi Morrione, Lorenzo Frigerio, Flavio Fusi, Alessandro Gaeta, Gian Mario Gillio, Udo Gumpel, Stefano Lamorgese, Francesco Laurenti, Albino Longhi, Elisa Marincola, Mirella Marzoli, Flaviano Masella, Anna Migotto, Gaia Morrione, Fausto Pellegrini, Sigfrido Ranucci, Sandro Ruotolo, Mario Sanna, Marcella Sansoni, Giorgio Santelli, Marino Sinibaldi, Maurizio Torrealta, Pablo Trincia e Giorgio Zanchini.

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