Il saluto di papa Francesco al Sinodo

In una lettera inviata in apertura dei lavori a Torre Pellice il pontefice afferma: «Vi auguro che queste giornate di condivisione e riflessione, che ricorrono nel 500° anniversario della Riforma, siano animate dalla gioia di porsi davanti al volto di Cristo»

Con una missiva firmata di proprio pugno, papa Francesco ha inviato il suo saluto al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, esprimendo la vicinanza della Chiesa cattolica ai pastori e deputati riuniti a Torre Pellice (TO, 20-25 agosto).

Nella lettera, letta ai sinodali dal moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini nella seduta di apertura dei lavori questo pomeriggio, papa Francesco ha ricordato con riconoscenza gli incontri con i rappresentanti delle chiese valdesi e metodiste presso la chiesa valdese di Torino nel giugno 2015 e a Roma in Vaticano nel marzo 2016.

Rivolgendo l’attenzione ai lavori del Sinodo, il pontefice ha espresso l’augurio «che queste giornate di condivisione e riflessione, che ricorrono nel 500° anniversario della Riforma, siano animate dalla gioia di porsi davanti al volto di Cristo … con uno sguardo di speranza che riconosce la presenza di Dio più forte del male».

Qui di seguito il testo integrale del saluto di papa Francesco:

«Cari fratelli e sorelle, in occasione dell’apertura del vostro annuale Sinodo, desidero esprimervi la vicinanza della Chiesa Cattolica e mia personale. Vi saluto fraternamente e con tanta cordialità vi assicuro il ricordo nella preghiera.

Conservo vivi nella memoria i nostri recenti incontri a Torino e a Roma, così come quelli in Argentina. Sono grato per le belle testimonianze che ho ricevuto e per i tanti volti che non posso dimenticare. Vi auguro che queste giornate di condivisione e riflessione, che ricorrono nel 500° anniversario della Riforma, siano animate dalla gioia di porsi davanti al volto di Cristo: il suo sguardo, che si volge su di noi, è la fonte della nostra pace, perché ci fa sentire figli amati dal Padre e ci fa vedere in modo nuovo gli altri, il mondo e la storia.

Lo sguardo di Gesù illumini anche i nostri rapporti, perché non siano solo formali e corretti, ma fraterni e vivaci. Il Buon Pastore ci vuole in cammino insieme e il suo sguardo già abbraccia tutti noi, discepoli suoi che Egli desidera vedere pienamente uniti.

Camminare verso la piena unità, con sguardo di speranza che riconosce la presenza di Dio più forte del male, è tanto importante. Lo è specialmente oggi, in un mondo segnato da violenza e paura, da lacerazioni e indifferenza, dove l’egoismo di affermarsi a discapito degli altri oscura la semplice bellezza di accogliersi, condividere e amare. Ma la testimonianza cristiana non può cedere alla logica del mondo: insieme aiutiamoci a scegliere e vivere la logica di Cristo!

Con affetto fraterno vi ringrazio e vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me e per tutti noi, vostri fratelli e sorelle».

Immagine: Di Casa Rosada (Argentina Presidency of the Nation), CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25182996

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