«Una sveglia» per la Germania

Il presidente dell’Ekd ha commentato i risultati delle elezioni mettendo in guardia contro l’affermazione dell’estrema destra

Il presidente della Chiesa evangelica in Germania (Ekd), vescovo Heinrich Bedford-Strohm, ha commentato l’esito delle elezioni federali tedesche in un messaggio pubblicato sul sito dell’Ekd, innanzitutto rallegrandosi per l’aumento della partecipazione elettorale, auspicata in un messaggio precedente diffuso alla vigilia delle elezioni (ne avevamo parlato qui): «Le chiese, insieme a molti altri gruppi sociali, avevano promosso la partecipazione alle elezioni del Bundestag».

Confermata la prevedibile vittoria di Angela Merkel e della Cdu, ma anche l’ascesa dell’estrema destra di Alternative fur Deutschland (Afd): il partito infatti si è «classificato» al terzo posto dopo la Cdu-Csu e la Spd, con il 12,6% di voti e ottenendo 95 seggi in Parlamento. Un aumento quasi dell’8% rispetto alle precedenti elezioni del 2013, percentuale quasi analoga a quella persa dalla Cdu, il 9%; perdite significative, del 5%, anche per i socialdemocratici di Martin Schulz.

Proprio del successo del «giovane partito populista di destra» ha parlato Bedford-Strohm nel suo messaggio, avvertendo che «la misura del sostegno» a un partito di questo tipo deve essere un segnale dìallarme, «una sveglia per tutti coloro che si sentono pacifici e solidali e hanno a cuore una Germania cosmopolita». Il presidente ha lanciato un appello affinché ciascuno contribuisca a isolare «le voci di esclusione e di odio» affinché queste non «avvelenino la vita nel nostro paese».

Le affermazioni gridate, le manifestazioni violente e gli slogan offensivi sono «espressioni spaventose di una mancanza di cultura politica» ma, ha concluso Bedford-Strohm, «bisognerà ora vedere se un partito come l’Afd sarà capace di contribuire costruttivamente al lavoro parlamentare e di prendere le distanze dalle forze più radicali».

Queste sono le incognite condivise anche dal mondo politico, che si interroga sui futuri scenari. Forse un’altra Große Koalition dai complicati colori, già ribattezzata Giamaica (con il nero della Cdu, il giallo dei liberali e il verde dei Grünen, i verdi per l’appunto, due partiti che hanno visto una discreta rimonta in questa tornata elettorale)?

Intanto la leader Alice Weidel ha anticipato «un’opposizione ragionevole, ma per la Germania e i tedeschi prima di tutto, e stando attenti a che cosa farà Angela Merkel».

Immagine: via Pixabay

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