Il vostro cuore sia dunque dedito interamente al Signore, al nostro Dio
I Re 8, 61

Chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui
I Corinzi 6, 17

La parola di oggi da parte dell’apostolo Paolo, allegoricamente, colloca il rapporto tra il Padre celeste ed il credente in un ambito coniugale, un ambito in cui due persone uniscono le loro vite fondendosi in un tutto unico. Il concetto viene da lontano e fu ripreso dallo stesso Gesù nelle sue predicazioni (cfr. Mc. 10, 8 e par). «Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne» (Gen 2, 24).

Secondo questa parola, dunque, tra la creatura e il Creatore dovrebbe realizzarsi una assimilazione totale, un evento che oserei definire «dell’impossibile», perché come può avvenire che la perfezione si fonda con l’imperfezione?

Davanti a questa inimmaginabile difficoltà, nascono molte perplessità, eppure, nelle Beatitudini, il Maestro ci spinge in questa direzione: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5, 48).

Bella forza! Lui, vero Dio e vero uomo, lo poteva dire! Ma noi?

Come può avvenire che noi, che non conosciamo amore, nella nostra piena insufficienza, possiamo fonderci con la perfezione dell’Amore per eccellenza, con la perfezione di un Amore che ci spingerà persino ad amare i nostri nemici (cfr. Mt 5, 44 e par.)?

Quello di Gesù è un invito che crea inquietudine, in quanto ci chiede l’impossibile: essere benevoli incondizionatamente e illimitatamente.

In questa epoca segnata da giorni intrisi di violenza a tutti i livelli ciò può avvenire solo se, mettendo in discussione le nostre convinzioni, abbattendo i nostri preconcetti, impariamo da un lato a perdonare ed essere amorevoli con gli uomini, e, dall’altro, riusciamo a fidarci totalmente abbandonandoci nelle braccia misericordiose del Padre, proprio come fece Gesù morente al Golgota, che perdonò i suoi carnefici e rimise il suo spirito nella mani del Padre (cfr. Lc 23, 34.46).

È in Cristo, dunque, che troveremo l’esempio della perfezione della fede, il Lui scopriremo che l’impossibilità umana diventa la possibilità di Dio.

Ciò avverrà per opera dello Spirito che ci farà percorrere nuove strade, facendoci sperimentare la Sua presenza profonda e arricchente dentro di noi, in ogni attimo della nostra esistenza.

Questa parola, alle soglie dell’avvento, ci indica una strada che Gesù ha tracciato nel segno dell’amore, ubbidendo al Padre per amor filiale e mettendosi al servizio di una umanità irriconoscente.

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