Scandalo Agess, c’è un nuovo esposto

Dall’inizio del 2018 è il terzo caso che riguarda il fallimento dell’Azienda per lo sviluppo sostenibile della val Pellice

In pochi mesi si sono registrati due esposti e una segnalazione alla procura torinese sul caso Agess S.p.A, l'agenzia per lo sviluppo turistico della Val Pellice, fallita nel 2005 generando un debito da 2,3 milioni di euro e un “buco” di 5 milioni di euro.
Il problema è molto complesso e ha molti capitoli e cercheremo in queste settimane e mesi di ricostruire la vicenda.
Uno dei numerosi problemi è che quel debito, dal 2010 è ricaduto anche sui comuni che non facevano parte di Agess, come raccontavamo e spiegavamo nel 2015.
Partendo dalla fine, negli ultimi mesi si sono verificati tre fatti importanti: Marco Ventre, sindaco di Villar Perosa, a gennaio di quest'anno è stato finalmente ascoltato dalla Corte dei Conti di Torino a tre anni di distanza dall’avvio del suo esposto. Rosanna Vecchietti, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle a Torre Pellice ha inviato un’altra segnalazione, sempre alla Corte dei Conti, mentre Manlio Leggieri, ex assessore al bilancio nell’attuale giunta comunale di Pinerolo, insieme a Luciano Martinat, sindaco di San Secondo dal 1995 al 2004, e consigliere negli anni successivi, ne ha appena depositato uno nuovo.

Nel merito, la richiesta dell’esposto chiede ai giudici di «verificare se i fatti descritti corrispondono alla realtà, di accertare le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti e/o degli Enti che hanno firmato l’atto del commissario della Comunità Montana Val Pellice n. 39 del 31 Dicembre 2009, nonché l’atto del commissario della Comunità Montana Val Pellice n. 1 del 29 Aprile 2010, nonché la Giunta della Comunità Montana del Pinerolese, oltre alla Segretaria Generale dell’Ente medesimo, per non aver esercitato alcuna funzione di controllo sugli atti presentati dalla Comunità Montana della Val Pellice. E di accertare se si evidenzino ipotesi di reato per quanto riguarda la delibera n. 667/2017 ATO di approvazione del “Piano di rientro decennale del debito AGESS allegato alla nota prot. n. 300 del 20/09/2017, proposto dalle quattro Unioni Montane».

Il primo elemento dell'intervista a Leggieri è che «l’idea di Agess poteva anche essere buona, cioè il il fatto di far arrivare fondi europei, investirli in infrastrutture (ristoranti, musei, palazzetti dello sport) e gestirli per creare occupazione per i giovani o i lavoratori della val Pellice. I problemi sono stati generati da gravi disattenzioni amministrative e gestioni non oculate».

«Una delle prime cose strane – continua Leggieri – è che la prima presidente Bruna Peyrot si dimette dopo neanche 6 mesi dall’inizio di Agess. Da ex dirigente d’azienda trovo incredibile e stranissimo che in cinque anni di vita di Agess siano cambiati tre, quattro, addirittura cinque presidenti».

I punti cui Leggieri e Martinat chiedono chiarezza ai giudici amministrativi sono parecchi. «Se un’impresa fattura 800.000 euro – prosegue Leggieri – e ha 40 dipendenti, anche un bambino si accorge che l’azienda è insostenibile».

«Quel debito ancora oggi costa 38 euro a testa, bambini compresi, su un bacino di quasi 60.000 abitanti», lamenta e denuncia Martinat.

Il momento cruciale di questo esposto è il 2010. Perché nella nascente Comunità montana del pinerolese non veniva riportato il debito che Agess si portava in dote? Secondo Leggieri «i casi sono due. O chi sapeva ha colpevolmente taciuto, o gli amministratori degli altri comuni che si sono fusi hanno colpevolmente accettato la situazione».

Adesso vedremo se per affrontare questo nuovo esposto i giudici attenderanno tre anni com'è successo per il sindaco di Villar Perosa Ventre o la situazione si potrà evolvere più velocemente.

 

 

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