Lampedusa, ma anche Portopalo

L’importanza di fare memoria, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Prima di Lampedusa c’è stato Portopalo. Prima del 3 ottobre 2013, in cui 368 persone morirono nel tentativo di raggiungere l’isola, e da cui è nata la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, c’è stato il naufragio, nel siracusano, in cui almeno 283 persone, originarie soprattutto di India, Pakistan e Sri Lanka, persero la vita nel 1996. Da quello che inizialmente era passato come un “disastro fantasma”, il giornalista Giovanni Maria Bellu trasse l’inchiesta e il libro I fantasmi di Portopalo (poi diventato anche una miniserie prodotta da Rai Fiction), riportando alla luce quella che, prima di Lampedusa, era stata la più grande tragedia marittima del dopoguerra.

Da questo esempio sono partiti, nell’attività di «recuperare la memoria», i promotori del “Comitato 3 ottobre” di Varese, come ha ricordato Gisa Legatti (nAzione umana), in occasione della conferenza stampa di presentazione di una delle molte iniziative legate alla Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione (vedi nell’agenda altri appuntamenti). 

Il Comitato, costituitosi nel gennaio di quest’anno, coinvolge molte realtà del volontariato, religiose e civili del territorio, da nAzione umana a Fidapa (Federazione italiana Donne Arti Professioni Affari), dagli Uffici scolastici regionale e provinciale a diversi comuni e istituti scolastici locali, dall’arcivescovo di Milano a Pax Christi, alla chiesa battista di Varese, che, ricorda il pastore Andreas Köhn, da poco entrato in servizio nella comunità, «è impegnata da anni nel dialogo ecumenico e interreligioso e ha partecipato durante tutto il 2019 ai lavori del Comitato».

Ci sono anche i missionari comboniani di Venegono superiore, ed è presso la loro comunità (via delle Missioni 12), a una quindicina di km da Varese, che si terrà il convegno promosso dal Comitato sabato prossimo,28 settembre.

Patrocinato da diversi comuni nonché dall’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, il convegno “Uno – centomila – nessuno, volti – storie – persone” si aprirà alle 9 con l’introduzione di don Nandino Capovilla, coordinatore della campagna “Sulle soglie senza frontiere”. La mattina sarà dedicata ai laboratori per scuole e istituzioni, il pomeriggio sarà un convegno aperto a tutti.

Sono previsti quattro laboratori: una lezione per gli studenti (istituzioni, Costituzione italiana, legislazione internazionale); un altro laboratorio vedrà protagoniste le famiglie che hanno ospitato dei profughi, per raccontare l’accoglienza nel concreto; il terzo sarà destinato alle istituzioni e condotto dalla ex sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, il quarto ai docenti.

Dopo pranzo, nel convegno interverranno ancora Giusi Nicolini, l’avvocato Alberto Guariso, Elly Schlein (già europarlamentare) e Nello Scavo (inviato di Avvenire). 

Ma illavoro del Comitato prosegue oltre il 28 settembre, ricorda il pastore Köhn, «è previsto un altro momento di dibattito, proprio il 3 ottobre, all’Istituto Vidoletti di Varese (v. Manin 3, aula magna) dal titolo “Migranti 5: Riemerse dal silenzio: storie da non dimenticare”, che si terrà dalle 20,45 con l’introduzione di Gisa Legatti (nAzione Umana) e sarà condotto da Luciano Scalettari (giornalista di Famiglia Cristiana), con la partecipazione di Giovanni Maria Bellu e Stefano Galieni. Prima di questa serata, alle 19,30 ci sarà la possibilità di partecipare a un aperitivo solidale a favore della fondazione “È stato il vento”, sorta per la rinascita di Riace». Il lavoro del Comitato proseguirà e, conclude il pastore, «in prospettiva si pensa di poter allargare la collaborazione territoriale ulteriormente sui temi dei diritti e dell’accoglienza».

 

Foto: Relitti a Portopalo di Capo Passero (dettaglio) – www.gironavigando.itvia Wikimedia Commons

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