35 anni di lavoro con le chiese

In occasione dei 35 anni di Radio Beckwith evangelica abbiamo incontrato alcune figure di spicco nella storia dell'emittente, e abbiamo posto a tutti la stessa domanda: come ha contribuito la radio a diffondere il messaggio protestante?

Piervaldo Rostan, fondatore e attualmente direttore responsabile

«Noi che Radio Beckwith evangelica l’abbiamo fondata abbiamo voluto dare una forte impronta protestante; a cominciare dallo Statuto dell’associazione Lo Bue, che della radio è proprietaria e che per i primi anni ha avuto tra i suoi articoli la clausola che ne potessero fare parte solo membri delle chiese facenti riferimento alla Fcei (Federazione delle chiese evangeliche in Italia).

Eppure quando, durante uno degli incontri periodici che anni fa si facevano fra esponenti di radio evangeliche, il leader di una radio pentecostale del sud Italia mi chiese “quanti nei hai convertiti quest’anno?”, trovai la domanda curiosa, quasi fuori luogo. La mia risposta fu grossomodo: «Noi cerchiamo di porgere agli ascoltatori le notizie quotidiane con un occhio cristiano evangelico ma non con un intento diretto di proselitismo; se poi, come è accaduto, ascoltatori o collaboratori non valdesi hanno deciso di intraprendere con noi un comune cammino di fede, ovviamente ne siamo ben lieti.

La radio dei primi anni (pochissimi mezzi, pochi collaboratori, ovviamente tutti volontari) si è rivolta anzitutto alle chiese valdesi dei 1° Distretto; cercando di creare una rete di collaboratori locali per ottenere notizie sia civili sia di chiesa dal territorio allora di riferimento. Chiedendo aiuto ai pastori della zona per le predicazioni settimanali o anche per commenti su precisi avvenimenti. A volte gracchiante e altre più nitida, la voce di Rbe credo abbia concorso a tener collegate alle chiese persone a volte lontane culturalmente a volte sparse nelle piccole borgate semiabbandonate. Uno dei più bei riconoscimenti di quell’impegno è stato il commento di un pastore molto legato alle valli: “Rbe – commentò un giorno – è un po’ come se fosse un’ulteriore chiesa delle valli”».

Gian Mario Gillio, direttore dal 1998 al 2003

«La radio dal 1995 al 2003 era conosciuta in val Pellice, meno nel Pinerolese e nella cintura di Torino. I segnali via etere e in modulazione di frequenza erano deboli. I tralicci non erano mai stati potenziati sebbene la concessione ministeriale per la frequenza 96.5 fosse di 1500 Watt. In quegli anni riuscimmo a sistemare i ripetitori raggiungendo il Pinerolese, il Cuneese e la cintura di Torino. Sotto la presidenza di Livio Gobello togliemmo dal palinsesto le trasmissioni di altre emittenti evangeliche e potenziammo la nostra redazione accogliendo nei nostri studi oltre sessanta giovani, proponendo tutto in diretta: attualità, svago, approfondimenti. Aprimmo collaborazioni con la Asl di Pinerolo e gli ospedali valdesi per parlare di salute; di cultura con il Centro culturale valdese; di libri con la libreria Volare di Pinerolo e di musica d’autore: Rbe era l’unica radio scelta dal noto locale torinese, il Folk Club. Una costante i culti domenicali in italiano e in francese, a cura dei pastori delle valli e di Radio Suisse Romande e numerose trasmissioni dedicate alle chiese. Radio ufficiale della manifestazione Occitanica a Torino redigemmo un periodico: Rbe dans ton cerveau per diffondere le nostre attività e la tutela della nostra lingua minoritaria. Producemmo cd musicali con, tra gli altri, gli Architorti, Andrea Allione, Il Coro Andrea Gabrieli, la musica occitana dei Lhi Calholait. I notiziari nazionali trasmessi grazie alla collaborazione con l’agenzia Area di Roma ci permisero di concentrare più attenzione alle notizie territoriali e locali. Tutti compresero però la vera utilità dell’emittente in occasione dell’alluvione che colpì il territorio nel 2000. La radio per tre giorni consecutivi dedicò collegamenti e telefonate in diretta con gli ascoltatori e con chi si occupava di soccorsi. Proprio allora, per tutti, diventammo un servizio pubblico indispensabile e adulto. Grazie all’Otto per Mille “valdese” arrivarono i primi pochi fondi per sostenere le attività e l’assicurazione da parte della Tavola valdese di poter ottenere (a breve) una sede più consona (quella attuale), sempre a Villa Olanda. Il cuore pulsante di tutta l’attività di Radio Beckwith, tuttavia, è sempre stato il lavoro volontario di chi ha deciso di seguire l’insegnamento del generale inglese che ne ha ispirato il nome: “O sarete missionari o non sarete nulla”».

Daniela Grill, direttrice dal 2003 al 2010

«Direi che il nostro contributo è stato sostanzialmente in linea con quello che si faceva prima, con Gillio, e con quello che si fa ancora adesso. Ci sono alcuni aspetti “canonici”, classiche, come i culti in diretta, l’attenzione riservata alla settimana del Sinodo, le letture bibliche, ma anche le riflessioni sui vari programmi. Se c’è, per esempio, una notizia sulla bioetica, cerchiamo nel possibile di dare l’opinione delle nostre chiese. Questo è importante, perché fa capire che c’è una linea, un pensiero comune, e che non siamo satelliti sparsi. Un altro momento di avvicinamento al mondo protestante avveniva quando si presentavano in radio persone che della Chiesa valdese non sapevano assolutamente nulla, ed era un modo per far scoprire loro la nostra realtà. E devo dire che ho sempre trovato grande apprezzamento per quello che facevamo noi e quello che faceva la chiesa. Poi mi viene in mente ancora un elemento: il lavoro con i giovani. A noi fa sempre piacere quando una scuola domenicale o un pre-catechismo chiede di visitare la radio. Anche fuori orario, c’è sempre qualcuno disponibile ad accogliere e spiegare la nostra storia e il nostro lavoro, e sono sempre momenti molto belli. I ragazzi si interessano, si incuriosiscono, e questo è sicuramente un bel volano per le famiglie».

Matteo Scali, direttore dal 2010 a oggi

«La radio in questi anni ha aumentato significativamente il numero di ore di programmazione dedicato all’attualità e alla riflessione in seno al protestantesimo italiano e internazionale. Questo senza dimenticare il profondo legame che unisce Rbe alle valli valdesi. Un ruolo di servizio che è stato sviluppato anche in relazione alla storia e attualità delle chiese e degli enti di cultura valdesi su questo territorio.

Due novità degli ultimi anni sono la collaborazione con Riforma e l’agenzia stampa Nev nell’ambito del “Sistema di comunicazione protestante”, cui la radio fornisce un contributo importante e l’apertura verso il linguaggio video e le tecnologie digitali. Questo ha portato a un’articolazione e diversificazione delle forme-racconto: accanto al culto radio e agli altri programmi sono nati a esempio progetti video come la rubrica Un inno a settimana, un radiodramma dedicato a Gianavello o un podcast di divulgazione teologica, Pillole di teologia, partito nelle scorse settimane a cura del pastore e decano della Facoltà valdese di Teologia, Fulvio Ferrario».

 

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