Corridoi umanitari europei, l’impegno del governo e delle istituzioni comunitarie

Come sviluppare i passaggi legali anche in chiave europea è stato il tema al centro di un incontro che si è svolto ieri 10 dicembre, nella Giornata mondiale per i diritti umani, al Parlamento Europeo, su iniziativa della Fcei

I corridoi umanitari diventano europei. Si è svolto ieri 10 dicembre a Bruxelles, all’Europarlamento, l’incontro sulla proposta umanitaria “targata” Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), Tavola Valdese e Sant’Egidio.

Obiettivo: capire come avviare anche in chiave europea un’esperienza analoga a quella dei corridoi umanitari già sperimentati con successo dal Libano e altri Paesi, verso l’Italia e, sull’esempio del nostro paese, anche in Francia, Belgio, Andorra.

A ospitare l’iniziativa il vice presidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo. Tanti i relatori istituzionali e delle chiese europee: la vice ministra Emanuela Claudia Del Re, che ha espresso l’intenzione del governo di appoggiare la proposta del corridoio umanitario europeo, Luca Maria Negro, presidente della Fcei, Jan De Volder dell’ufficio europeo di S.Egidio, la moderatora della Tavola valdese Alessandra TrottaNagette Belgacem e Nathalie Springuel dell’UNHCR, Paolo Naso, coordinatore di MH, Mediterranean Hope, il programma per rifugiati e migranti della Fcei, Laura Corrado, Capo dell’Unità responsabile per la Migrazione Legale e l’Integrazione della Direzione Generale “Migrazione e Affari Interni” della Commissione europea, Torsten Moritz, segretario esecutivo della Churches Commission for Migrants in Europe (Ccme), il pastore Christian Krieger, presidente della Conferenza delle chiese europee (Kek), Luigi Maria Vignali, Direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina.

Tre i punti-chiave della proposta della Fcei: il supporto della società civile dei vari Paesi membri, l’orientamento per i beneficiari prima della partenza e la complementarietà del progetto rispetto agli impegni già assunti dagli Stati.

L’evento si è svolto in concomitanza con la Giornata mondiale dei diritti umani: fu il 10 dicembre 1948, che, a Parigi, l’assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò la Dichiarazione universale dei diritti umani.

La Conferenza delle chiese europee (Kek) e la Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Ccme), che hanno preso parte all’iniziativa, hanno lanciato appunto un appello per la protezione delle vite delle persone. «La crisi umanitaria affrontata dai migranti – si legge nel comunicato delle due organizzazioni – , i cui diritti umani vengono violati ogni giorno, ci chiama come cristiani ad essere testimoni e offrire ospitalità. Pertanto, sosteniamo fortemente l’appello della CCME e delle altre organizzazioni cristiane che chiedono passaggi sicuri e legali. Nella Giornata dei diritti umani, confermiamo ancora una volta il nostro impegno a lavorare insieme per la protezione della vita umana».

La moderatora della Tavola valdese, diacona Alessandra Trotta, nel suo discorso ha ricordato come «Siamo qui per portare la voce di una chiesa che ha patito persecuzioni e violenza. In passato migliaia di valdesi dovettero trovare rifugio in Svizzera e in altri Paesi. Sopravvissero grazie alla solidarietà della gente, dei governi liberali e delle persone comuni che li accolsero e li ospitarono. Questo passato parla al nostro presente: per noi “rispettare e accogliere lo straniero” non è solo un imperativo biblico. È l’approccio etico che sottoponiamo al dibattito pubblico e alle nostre istituzioni».

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