Nove anni di guerra in Siria. Preghiera per le persone intrappolate a Idlib

La denuncia del Gruppo di lavoro congiunto sulle questioni pubbliche (Jpit) della Chiesa di Scozia, della Chiesa metodista di Gran Bretagna, della Chiesa riformata unita e dell’Unione battista

 

Questo fine settimana segna il nono anniversario della guerra civile in Siria. Mentre l’Europa si preoccupa di una nuova ondata di rifugiati, la crisi umanitaria intorno alla città di Idlib è largamente sottovalutata.

Il Gruppo di lavoro congiunto sulle questioni pubbliche (Jpit) della Chiesa di Scozia, della Chiesa metodista di Gran Bretagna, della Chiesa riformata unita e dell’Unione battista propone sul suo sito un approfondimento che denuncia la situazione a Idlib e una preghiera per i civili lì intrappolati.

«Molti sono arrivati a Idlib da altre zone della Siria quando l’area era relativamente sicura. Ora, proiettili e bombe stanno piovendo su città e villaggi. L’esercito siriano è posizionato a sole 5 miglia fuori dalla città, che conta 3 milioni di persone. Non ci sono abbastanza aiuti umanitari e nei campi sovraffollati le famiglie devono condividere le tende in gruppi da 15 a 20 persone. Altri continuano a fuggire dalla città di Idlib in quella che è diventata una delle più grandi catastrofi umanitarie di questa guerra durata nove anni.

Essendo i campi pieni, alcuni hanno fatto di tutto per trovare rifugio altrove. Qui si può sentire la storia di Abu Ahmed che con la sua famiglia sta scavando una grotta nella roccia delle montagne e descrive come è stato costretto a fuggire quando il 90% del suo villaggio è stato distrutto dall’avanzata armata.

Il 5 marzo è stato annunciato il cessate il fuoco tra le forze governative turche e quelle dei governi siriano e russo. Il governo siriano è determinato a estromettere il gruppo jihadista, Hay’at Tahrir al-Sham, che nell’ultimo anno ha controllato la città di Idlib. Come potrebbe esserci una risposta umanitaria adeguata se nei prossimi giorni ci fosse una battaglia per il controllo di Idlib?

Nel corso del conflitto, il Regno Unito ha finanziato aiuti ai rifugiati in Siria e nei paesi vicini. Ma potremmo riflettere sulla nostra reticenza nel fornire rifugio ai siriani che fuggono in Europa. Gli ultimi nove anni hanno visto sofferenze indicibili per il popolo siriano. Diversi resoconti hanno portato il bilancio delle vittime a circa 400.000 persone, che rappresentano circa il 2% dell’intera popolazione. La metà della popolazione siriana è stata costretta a lasciare le proprie case. Sono sfollati all’interno della Siria o rifugiati in Libano, Giordania o Turchia. In Libano, i rifugiati siriani rappresentano un sesto della popolazione mentre la Turchia ospita 3,6 milioni di rifugiati siriani.

Nei sei anni tra gennaio 2014 e dicembre 2019 il Regno Unito ha accettato 19.533 rifugiati nell’ambito del programma di reinsediamento delle persone vulnerabili siriane e altri 1.753 rifugiati dalla più ampia regione del Medio Oriente e del Nord Africa, nell’ambito del programma di reinsediamento dei minori vulnerabili. La Scozia e l’Irlanda del Nord sono state ospitali. Chiese e altri gruppi di fede sono stati coinvolti come sostenitori e nell’accoglienza. Ma anche in questi due paesi, il numero di rifugiati siriani reinsediati rappresenta, ancora, solo 3 persone ogni 10.000 abitanti.

Quando i nostri media parlano della guerra siriana, spesso lo fanno attraverso i volti di rifugiati che fuggono attraverso le recinzioni o sulle barche per raggiungere la Grecia e l’Europa. Abbiamo sentito meno notizie riguardo alla terribile situazione nella provincia di Idlib. È qui che potremmo indirizzare le nostre preghiere, mentre si avvicina un altro anniversario di questa guerra. Continuiamo a pregare affinché le fazioni in Siria e le potenze regionali facciano passi coraggiosi di risoluzione di questo conflitto».


Preghiera

Gesù, la cui famiglia è fuggita per la propria vita

Gesù rifugiato

Gesù che visse sotto l’occupazione

Gesù che ama i suoi nemici

Ti preghiamo per i popoli della Siria

Soprattutto per quelle persone comuni intrappolate a Idlib

Mentre sentono gli aerei dall’alto

E hanno paura per le loro famiglie

Catturate nel trauma di una guerra implacabile

Difficilmente sappiamo cosa o come pregare

Se non chiedere e chiedere ancora

Giustizia e pace

Nella tua misericordia e con la nostra determinazione

Porta giustizia e pace

Amen.

Questa preghiera è stata scritta dalla pastora Barbara Glasson, Presidente della Conferenza Metodista 2019-2020

 

Foto di Ryad Alhussein

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