Riporre la nostra fiducia in Dio

Un giorno una parola – commento a Salmo 91, 14

Il Signore dice: «Poiché egli ha posto in me il suo affetto io lo salverò, lo proteggerò, perché conosce il mio nome»
Salmo 91, 14

Carissimi, se il nostro cuore non ci condanna, abbiamo fiducia davanti a Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo ciò che gli è gradito
I Giovanni 3, 21-22

Il Salmo 91 dovrebbe essere sempre letto e compreso alla luce dell’episodio narrato nell’Evangelo (Matteo 4, 1-11), in cui Satana, ricorrendo in maniera subdola alla Scrittura affrontò Gesù nel deserto col tentativo di corromperlo, sfidandolo a compiere azioni prodigiose e temerarie per mettere alla prova la promessa che gli angeli lo avrebbero esaudito e protetto (Salmo 91, 11-12). 

Il Salmo però non indica una scelta magica, illusoria, distaccata, uno sfidare la divinità! Invece, innanzitutto si parla di una fiducia generata dalla fede e dall’amore. Molte cose o persone nelle quali riponiamo la nostra fiducia con la speranza di essere protetti, liberati, curati, spesso si rivelano inadeguate e inaffidabili. È fiducia malriposta perché non conosciamo a fondo i sentimenti e i reali interessi di chi afferma di volere il nostro bene. Quando impariamo a conoscere maggiormente il Signore, vivendo nella reciprocità tipica di un rapporto d’amore, comprendiamo che Egli si prende davvero cura delle sue creature in maniera sincera e disinteressata e non c’è spazio per il merito, la pretesa e la manipolazione. Il Signore desidera proteggerci e salvarci non sulla base di privilegi, fascinazioni o inganni ma perché malgrado tutte le imperfezioni e contraddizioni, sentendoci veramente amati ed amate, impariamo ad amarlo.  

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