«Ti chiameranno riparatore di brecce»

Lettera della Chiesa evangelica luterana in Cile al neo presidente cileno Gabriel Boric Font

La pastora Izani Burch, vescova della Chiesa luterana in Cile, interviene con un comunicato a seguito dell'esito delle votazioni presidenziali nel Paese latino-americano.

Elezioni che hanno visto lo storico trionfo del trentacinquenne Gabriel Boric Font del partito Convergencia Social, che ha sconfitto il candidato dell’estrema destra José Antonio Kast. Qui di seguito il testo della lettera al neo presidente cileno:

«La Chiesa evangelica luterana in Cile vi saluta e si congratula con voi per il vostro trionfo, e vi incoraggia a proseguire nel cammino iniziato per costruire un Paese più giusto, più inclusivo e più rispettoso di tutte le dignità umane.

Apprezziamo la vostra disponibilità a garantire il pieno rispetto dei Diritti Umani nel Paese, così come la disponibilità a rendere effettive le garanzie di verità, giustizia, riparazione e porre invece fine alla violenza, sia passata che recente, esercitata da forze dell’ordine statali.

Apprezziamo anche la disponibilità democratica dimostrata all'ascolto e al dialogo, e a costruire una pace sociale non basata sull'imposizione della forza, ma sul necessario riconoscimento dell'altra e dell'altro nell'insieme delle diversità che caratterizzano l'attuale società cilena.

In questo senso, confidiamo che durante il suo governo la Convenzione costituzionale possa concretizzarsi, uno sforzo senza precedenti nella storia del Paese per raggiungere con mezzi pacifici un consenso genuino al servizio di una nuova Carta Fondamentale, che speriamo contribuisca alla Cura del Creato e della natura, a rafforzare la democrazia, espandere le libertà, garantire i diritti e stabilire limiti chiari contro gli abusi di potere.

Siamo particolarmente preoccupati per la persistenza della discriminazione contro i popoli indigeni; la mancanza di un dialogo costruttivo e deciso con una prospettiva storica con le comunità del Popolo Mapuche; e le manifestazioni vergognose di razzismo, xenofobia e aporofobia che denigrano le popolazioni migranti e disumanizzano la nostra convivenza.

Consapevoli del valore del rispetto, della diversità di credenze e visioni del mondo, esprimiamo la nostra disponibilità a collaborare alla costruzione di un Cile più ampio e aperto. Preghiamo che il suo compito sia fruttuoso e getti le basi che permettano di avanzare attraverso la via della giustizia, come espresso dal profeta Isaia:

"La tua gente riedificherà le antiche rovine,
ricostruirai le fondamenta di epoche lontane.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
restauratore di case in rovina per abitarvi"».

(Isaia 58: 12)

 

 

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