Agire con giustizia

Un giorno una parola – commento a Isaia 5, 22;23

Guai a quelli… che assolvono il malvagio per un regalo, e privano il giusto del suo diritto! 
Isaia 5, 22;23

Tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri
Filippesi 4, 8

Il Dio del quale ci dà testimonianza la Bibbia non è il dio lontano ed impassibile dei filosofi, è, al contrario, interessato e partecipe delle vicende umane: tutto vede e tutto è sotto il suo giudizio. Il Dio della Bibbia, poi, non si lascia distrarre da riti fatti di gesti e parole, con i quali gli uomini vorrebbero neutralizzarlo o accattivarselo, soprattutto quando ad una religiosità di ritualità impeccabile corrispondano prepotenza e oppressione nei confronti dei più deboli: il povero, lo straniero, la vedova e l’orfano.

La condanna è immancabile ed implacabile: la perdita del possesso della terra, l’esilio a Babilonia. Dio si interessa anche dei piccoli imbrogli attuati da commercianti senza scrupoli: non tollera bilance false, non condannerà allora le sentenze ingiuste, ottenute con la corruzione? Chi ha ragione non deve vedere negato il suo diritto: il giudice corrotto è colpevole verso il prossimo e verso Dio, al quale risponde dell’ufficio che si trova a svolgere. Il monito, al di là dell’ambito specifico, il processo, è significativo: non ci sono ambiti della vita dell’uomo nei quali Dio si astenga dal giudicare.

Non la politica, non l’economia perché è lì che si gioca il diritto di tutti e di ognuno alla vita, in primo luogo, e ad una vita dignitosa e degna di essere vissuta. Prima di tutto la giustizia, dunque, senza la quale non ci sarebbe la pace né fra le persone né fra i popoli.

L’apostolo Paolo va oltre: la giustizia è certo il minimo necessario, ma per il credente non è sufficiente. Tutto ciò che di bello e buono esiste dev’essere oggetto del pensiero del cristiano, ma non solo come una buona intenzione o una bella idea: si dovrà concretare in un agire coerente che da una parte sarà gradito a Dio, dall’altra sarà di vantaggio al prossimo, dando anche buona testimonianza al mondo. È un’esortazione potente ad esprimere al meglio il meglio che possiamo essere e fare come figli del Padre nostro che è nei cieli (Mt 5, 45).

 

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