Camerun in crisi per l’accoglienza dei profughi nigeriani

Oltre 40 mila in un anno gli arrivi, in fuga dal terrorismo di Boko Haram

Sta diventando sempre più insostenibile la situazione dei profughi nigeriani che, in fuga dalle angherie del gruppo terroristico Boko Haram, si stanno riversando in massa soprattutto in Camerun, lo Stato a nord della Nigeria, il più prossimo alla zona in cui sono concentrati i conflitti di questi ultimissimi anni.

In un anno sono circa 43 mila i fuggiaschi giunti nel campo di Minawao, il primo che si incontra dopo il confine. Fra loro, soprattutto donne e bambini, sono numerosi i cristiani. Manca l’acqua, sono pochissimi i servizi igienici e le condizioni generali sembrano l’anticamera di un’emergenza sanitaria imminente. Nel campo è scoppiata in questi ultimi giorni un’epidemia di morbillo che minaccia soprattutto i bambini e contro cui l’Unicef ha avviato un programma di vaccinazione per i piccoli dai sei mesi ai quindici anni. Le chiese locali cercano di integrare lo scarso apporto alimentare che le autorità statali riescono a garantire ai profughi, e tentano di fornire informazioni utili, o almeno conforto a chi chiede loro una mano.

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