Volontariato giovanile: le proposte della Diaconia Valdese

Sono undici i paesi dove i volontari stanno svolgendo il loro servizio

«L’inizio è stato stravolgente: mi sono ritrovata catapultata da sola in un mondo a me sconosciuto». A scrivere è Simona, volontaria a Friburgo, in Germania. Le fa eco Luisa, volontaria a Paranà, in Argentina: «Guardando indietro mi rendo conto che il lavoro fatto finora è soprattutto osservare e partecipare, imparando con delicatezza». Remy, dalla comunità di Nes Ammim, in Israele, commenta: «Se penso che la guerra in Siria è a meno di cento chilometri da qui, la tranquillità di questo posto è quasi surreale». Sono alcune delle impressioni dei 35 giovani volontari della Diaconia valdese che nel 2014 sono partiti per un progetto di Servizio volontario europeo (Sve) e volontariato internazionale. Hanno dai 18 ai 30 anni, provengono da 8 regioni italiane, alcuni sono membri delle chiese evangeliche, altri hanno incontrato i progetti della Diaconia per caso e sono stati convinti dalla proposta di apprendimento interculturale. Trascorreranno dai sei ai dodici mesi all’estero in progetti con minori, giovani, homeless, migranti, persone anziane e diversamente abili; la maggior parte tornerà in Italia al termine del progetto portando con sé nuove lingue, competenze tecniche e trasversali, amicizie, forse un nuovo percorso di ricerca spirituale. Alcuni decideranno di fermarsi, trovando lavoro o una nuova occasione formativa.

L’incontro fra differenze non è teorico, ma si vive quotidianamente e diventa fattore di cambiamento sociale. Imparare facendo, vivere per interrogarsi, come scrive Clelia, appena sbarcata a Tel Aviv: «Sono partita alla volta di Israele proprio per capire. Non è possibile farlo se non si sgombra la mente, e sarà necessario in ogni cosa che mi capiterà qui». Abitare i conflitti, stare sulle frontiere, conoscere i propri limiti, emotivi e culturali. Come successo l’anno passato in Ucraina, quando un giovane volontario italiano, agnostico, si trovò a vivere in una piccola comunità riformata in Ucraina, molto conservatrice sul piano etico. Conflitti che possono diventare improvvisamente armati, come l’anno scorso a Odessa, sempre in Ucraina, quando i due volontari dovettero misurarsi con l’improvvisa deflagrazione di uno Stato.

Sono undici i paesi dove i volontari stanno svolgendo il loro servizio: Repubblica Ceca, Slovacchia, Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Ungheria, Regno Unito, Ucraina, Israele e Argentina. Altre opportunità si stanno definendo per il prossimo anno. È un programma in crescita: dai 5 volontari inviati nel 2011, si è passati a 13 nel 2012, 22 nel 2013, 35 quest’anno. Per costruire questi progetti la Diaconia valdese si avvale delle reti Edyn (Anno diaconale ecumenico), che raggruppa le organizzazioni di volontariato internazionale legate alle chiese protestanti, e Phiren Amenca, network di organizzazioni rom e non rom che si battono contro gli stereotipi e il razzismo, e di altre relazioni bilaterali. A inizio novembre si è tenuta l’assemblea dell’Edyn a Bratislava, un’occasione per rafforzare la collaborazione fra i diversi soggetti.

La proposta della Diaconia valdese si contraddistingue per l’attenzione alla formazione in itinere: un percorso di accompagnamento che inizia dalla selezione e si conclude con l’incontro di follow up al ritorno in Italia in un rapporto sinergico con le altre proposte di mobilità internazionale proposte dalla Diaconia (scambi giovanili, training per operatori, ecc.). Il team, che si avvale della collaborazione di ex volontari, promuove l’utilizzo di metodologie non formali innovative: la Diaconia di recente ha partecipato alla Tool fair europea, in Romania, organizzata dall’Agenzia «Salto», dove sono state condivise nuove tecniche formative alla presenza di 120 rappresentanti di organizzazioni giovanili provenienti da 15 paesi europei e dell’area mediterranea.

Per tutti i progetti all’estero sono previsti vitto e alloggio; pocket money e rimborso viaggio dipendono dai diversi programmi. I progetti di Sve sono finanziati nell’ambito del nuovo programma comunitario Erasmus Plus. Per partire a settembre 2015 occorre presentare la propria candidatura entro il 22 dicembre 2014; il 15 dicembre scade invece il nuovo Bando di servizio civile nazionale «Garanzia Giovani», con progetti in Piemonte e Sicilia. Per informazioni sui progetti all’estero e in Italia si può visitare il sito della Diaconia valdese (www.diaconiavaldese.org) o contattare l’ufficio volontariato (tel. 0121953122, volontariato@diaconiavaldese.org). I racconti in diretta dei volontari all’estero si possono leggere nel blog http://volontariatointernazionale.wordpress.com.

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