Accadde oggi, 11 dicembre

Marie Curie, la sete di conoscenza non ha confini

Questa è una storia di primati e, prima ancora, di una bambina che leggeva con i pollici sulle orecchie, nella mensa della scuola, per non essere disturbata dal rumore dei suoi compagni. Una storia di determinazione e di indipendenza, quando certo non era facile per le donne affermarsi nel mondo del lavoro e nell’università. E’ anche una storia d’amore applicata allo studio, quando le idee di uno diventano la miccia per accendere quelle dell’altra. Maria Skłodowska, meglio nota come Marie Curie, l’11 dicembre 1911 vince il premio nobel per la chimica, per la sua scoperta del radio e del polonio: otto anni prima aveva ricevuto, insieme al marito Pierre e ad Antoine Henri Becquerel, il nobel per la fisica «per gli studi sulle radiazioni».

Prima donna al mondo ad aver ricevuto un premio nobel, Marie è dunque anche recidiva. Nata nella Polonia russa nel 1867, per poter studiare si trasferisce a Parigi, dove frequenta la Sorbona; a vent’anni si innamora delle sostanze radioattive, una passione che la accompagnerà per tutta la vita e la porterà infine anche alla morte – tante cose scoprirà l’intraprendente studiosa, ma non la loro pericolosità. Ancora oggi i suoi appunti, le sue ricerche e persino le ricette di cucina sono considerate potenzialmente letali; persino la sua bara è stata avvolta da una protezione di piombo per timore di contaminazioni.  L’intuizione di un pericolo ben maggiore, per l’umanità tutta, però aveva colto i due scienziati, che proprio nel ricevere il riconoscimento maggiore si chiedevano se il mondo avrebbe saputo trarre giovamento dalle scoperte sul radio, o le avrebbe piegate ad armi di distruzione.

Eredi di un’epoca positivista, non potevano che mostrarsi ottimisti e certo la lampada dell’intelligenza dei coniugi Curie non si faceva mettere facilmente sotto il moggio. Una luce che si tramanderà anche alle generazioni successive: la figlia maggiore, Irène Joliot-Curie, vinse anch'ella un premio nobel per la chimica insieme al marito, e la secondogenita, Eve Denise Curie, scrittrice, fu consigliere speciale del Segretariato delle Nazioni Unite e ambasciatrice Unicef in Grecia. Una famiglia benedetta dalla sete di conoscenza. Un asteroide, il 7000 Curie, sta lì per sempre a ricordarci che siamo al mondo per guardare oltre.