Sfogliando i giornali del 18 dicembre

Le cinque notizie di oggi da sapere: i rapporti diplomatici Usa-Cuba, l'Ue e Hamas, il crollo del rublo, la lotta per la presidenza in Grecia, sì dell'Ue al brevetto degli ovuli

01 – Dopo lo scambio di prigionieri, tra Stati Uniti e Cuba si riallacciano i rapporti diplomatici

«Cade il muro tra Stati Uniti e Cuba»: così titolano oggi molte testate in tutto il mondo. Gli Stati Uniti e Cuba, infatti, cominceranno presto dei colloqui per normalizzare la loro relazione diplomatica, segnando un’importante svolta nei rapporti tra i due paesi. Gli Stati Uniti sono pronti a riaprire la loro ambasciata all’Avana, chiusa nel 1961 dopo la fallita invasione della Baia dei porci, e allo stesso modo Cuba potrebbe aprire un ufficio diplomatico a Washington. La svolta politica è stata annunciata in contemporanea, dalle rispettive sedi presidenziali, dal presidente statunitense Barack Obama e dal suo omologo cubano Raúl Castro alle ore 18 italiane di ieri, dopo l’accordo raggiunto tra i due paesi per la liberazione del cittadino statunitense Alan Gross e di tre agenti dell’intelligence cubana incarcerati in Florida da 15 anni con l’accusa di spionaggio. Nel suo discorso Obama, così come Castro, ha voluto ringraziare papa Francesco per la sua mediazione negli ultimi 18 mesi, e ha anche dichiarato di non escludere la fine delle sanzioni nei confronti dell’isola caraibica, giudicate «inefficaci». Secondo The Gospel Herald, si trattava di «una reliquia degli anni della Guerra Fredda che ora può diventare soltanto un pezzo di storia».

02 – Il tribunale dell’Unione europea cancella Hamas dalla lista nera del terrorismo. La rabbia di Israele.

Il tribunale dell’Unione europea ha annullato l’iscrizione del movimento palestinese Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche, ma ha mantenuto il congelamento dei suoi beni all’interno dell’Unione. Per i giudici, l’iscrizione di Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche non si basava sull’analisi delle azioni del movimento, ma su accuse tratte dai mezzi d’informazione e da internet. L’Unione europea aveva inserito nella lista nera prima le brigate Al-Qassam, il braccio armato di Hamas, nel dicembre del 2001, e poi il suo ramo politico, nel settembre del 2003. Furioso il presidente israeliano Netanyahu, che ha dichiarato: «Dopo aver ucciso 6 milioni ebrei non avete imparato nulla». Intanto ieri la Giordania ha presentato al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite un progetto palestinese di risoluzione per arrivare alla pace con Israele. Il documento è stato presentato dalla Giordania e propone un accordo entro un anno e il ritiro di Israele dai territori occupati entro la fine del 2017. Il voto, ha dichiarato la delegazione giordana, non è imminente, e si porteranno avanti negoziati per trovare un accordo anche con gli Stati Uniti per cercare di perseguire una soluzione che possa lasciare aperta la possibilità di una soluzione a due stati.

03 – Il crollo del rublo e la crisi economica russa sui giornali di oggi

«Il crollo del rublo non è una crisi»: così ha detto il presidente russo Vladimir Putin in occasione del suo annuale discorso alla stampa pronunciato questa mattina. Putin ha dichiarato che «malgrado la turbolenza dei mercati finanziari, le entrate saranno maggiori della spesa in Russia». Inoltre, il presidente russo ha accusato gli Stati Uniti e l’Unione europea, considerati vere cause di una crisi che considera interamente provocata da fattori esterni al paese, affermando poi che la Russia tornerà a crescere entro due anni. Tuttavia, secondo Il Sole 24 Ore, la situazione non è rassicurante, perché in questo momento è in corso un forte duello tra la Banca centrale della Russia, guidata da Elvira Nabiullina, e la speculazione internazionale, e questo duello di nervi potrebbe indebolire ulteriormente la già fragile economia russa.

04 – Grecia, il candidato alla presidenza non raggiunge il quorum al primo voto

Come previsto nei giorni scorsi, Stavros Dimas, il candidato governativo alla presidenza della Grecia, non ha raggiunto il numero dei voti necessari per ottenere la nomina alla prima votazione. Dimas ha infatti ottenuto soltanto 160 voti a fronte di un quorum richiesto di 200, pari ai due terzi dei voti totali. La prossima votazione, che richiede sempre il raggiungimento di “quota 200”, è in programma martedì 23 dicembre, mentre un terzo e ultimo tentativo potrà essere fatto il 29 dicembre, quando il quorum scenderà a 180 voti, i tre quinti dell’assemblea. La coalizione di governo può contare finora soltanto sui propri 155 seggi e su cinque indipendenti, e se non dovesse riuscire a portare Dimas al ruolo di presidente, il primo ministro Samaras sarà costretto a indire elezioni anticipate per la fine di gennaio. Il blocco di sinistra Syriza, guidato da Alexis Tsipras, è ampiamente favorito nei sondaggi.

05 – Un ovulo non è un embrione. La Corte Ue dice sì al brevetto a fini industriali

La corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che è possibile brevettare un ovulo umano modificato quando è non fecondato. I giudici della corte sono intervenuti in un caso che opponeva l’azienda statunitense International Stem Cell Corporation al Regno Unito a proposito della possibilità di brevettare tecniche di laboratorio create per produrre cellule staminali pluripotenti, cioè capaci di dare vita a tessuti diversi, a partire da ovuli umani non fecondati. Secondo la corte, «un organismo che non è in grado di diventare un essere umano non è un embrione e può essere brevettato». Inoltre, la stessa corte si è pronunciata sull’eventuale attivazione dell’ovulo e della formazione di un embrione per partenogenesi. Anche questo «non è sufficiente perché l’organismo si possa considerare un embrione umano».