Dio, il nostro liberatore!

Un giorno una parola – commento a Lamentazioni 3, 58

O Signore, tu hai difeso la mia causa, tu hai redento la mia vita.
(Lamentazioni 3, 58)

Questa speranza la teniamo come un’ancora dell’anima
(Ebrei 6, 19)

Costantemente il messaggio della Bibbia pone in risalto la voce del credente che invoca Dio perché compia liberazione. Da un lato vi è la storia dell’uomo e della donna, una storia spesso attraversata dal pericolo e dal pianto; da un altro lato vi è il Signore, Dio che viene coinvolto dal credente perché operi liberazione. Dio è liberatore, prima di essere riconosciuto come creatore, perché Israele ha conosciuto Dio quando è uscito dall’Egitto, paese della schiavitù; quando è stato condotto nel paese dei propri padri per essere testimone della sovranità di Dio; quando ha sconfitto i propri nemici per rendere conosciuto tra i popoli chi sia il vero Signore.

Dunque, Dio è liberatore! E questo riconoscimento da parte nostra non dipende dalla nostra saggezza o dal nostro sapere religioso, ma è frutto dell’opera di Dio stesso nella nostra vita, e per il cristiano, è la conseguenza della comunione con il Signore Gesù Cristo. Veramente il Signore ha operato in noi come Liberatore. Veramente la nostra vita è stata trasformata. Veramente siamo nati di nuovo nella fede. Veramente la nostra vita è redenta e destinata alla vita e non più alla morte.

La nostra fede è fondata sull’opera del Signore Gesù per il bene del nostro vivere e ogni giorno possiamo trarre conforto, speranza e nuovo vigore perché vi è ora il tempo nuovo segnato non più dal pianto o dal dolore, ma dai frutti gustosi dell’opera di libertà e di pace del nostro Signore e Salvatore.

Come ricordano le parole tratte dall’innario cristiano: […] ogni giorno è festa se con noi sei Tu. E ancora: […] ogni nostro dì sia con te una danza. Veramente nella comunione con Gesù Cristo in noi non vi è più la tempesta, ma il tempo dell’allegrezza per la liberazione ricevuta.

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