Tornano i sardi Nasodoble per celebrare la vita

SeMiCerchi, terzo album della band sassarese, tra rock e tradizione 

SeMiCerchi è il terzo album dei sassaresi Nasodoble, un concentrato di vita e caparbietà che solo chi conosce le difficoltà della vita e la chiave ironica per superarle può cantare con tanta energia.

Quella dei sassaresi Nasodoble è una realtà ben radicata nel tessuto sardo, attiva e florida dal 2004, sempre attentissima a due aspetti: la propria terra, con le sue peculiari caratteristiche culturali, e la ricerca musicale personale, che si spinge oltre i confini del classico rock, attingendo alla tradizione ed all'innovazione, miscelando irruenza e poesia, poesia e teatralità, ironia e pop. I sei elementi della band portano ognuno un personale contributo al progetto Nasodoble, portando la formazione a sperimentare sonorizzazioni in cave, orchestre di clacson, lavori cinematografici, e molto altro, arricchendo il bagaglio di esperienze, che a lungo termine donano un sapore particolarissimo e assolutamente inedito alla produzione discografica.

Osservando attentamente l'ambiente circostante – quello sardo, ma non solo – i Nasodoble tratteggiano con spietata ma morbida ironia la società e la sua unità fondamentale, la persona, portandone i difetti, le bellezze, senza tralasciare nulla, soprattutto gli aspetti più singolari. Puntando molto sulla sua origine sarda, il sestetto fa tesoro di una tradizione poetico-sarcastica ancora ben viva e sanguigna, che permette di parlare di tutti con tutti, arrivando con una immediata semplicità, lasciando spazio per una risata dal retrogusto amaro, che riesce a far riflettere.

Con il terzo album SeMiCerchi, i Nasodoble celebrano e cantano, ballando, il coraggio di esistere, di imporsi, di far sentire la propria presenza, la propria voce, la propria idea, ma senza violenza, anzi, con una umana inclusione, proprio come il semicerchio suggerisce. Così l'album, maturo e suonato con freschezza, ha il sapore di una serata tra amici passata a raccontarsi storie con la chitarra in braccio, ma non disdegna ticchettanti ritmi elettronici dal sapore pop, ad indicare che non c'è uno stile migliore di un altro per fare una bella canzone, c'è la canzone e basta. Dalla Sardegna un altro esempio di quanto quest'isola sia ancora fucina di grandi eccellenze musicali e instancabili freschezze culturali.