Texas, aborto sempre più difficile

La Corte d’appello dello stato riconosce come valide le norme più restrittive in materia di interruzione di gravidanza. Chi è Perry, il Governatore candidato alla Casa Bianca

Negli Stati Uniti il diritto all’aborto è stato sancito dalla Corte Suprema nel 1973, ma l’ordinamento giuridico di ogni singolo Stato della federazione si è negli anni spesso discostato da quella sentenza originaria.

Il Texas è fra i più conservatori in materia, assecondando in questo modo le volontà della maggioranza che oramai da tre lustri è saldamente guidata dal governatore Rick Perry, repubblicano.

La notizia di queste ore è che la Corte d’appello ha dato ragione al Texas, giudicando valide le restrittive normative che andranno a regolamentare le cliniche statali che consentono l’interruzione di gravidanza. In sostanza le cliniche dovranno adeguare i propri standard a quelli dei centri chirurgici ospedalieri: un obbligo che secondo le associazioni per i diritti delle donne- che avevano presentato ricorso- porteranno ad un’ecatombe di chiusure. Solo otto dovrebbero infatti rimanere aperte dopo la mannaia della nuova legislazione. Una mossa quindi per accontentare il vasto elettorato, giocata con sicuri fini elettorali.

Si perché Perry, classe 1950, ha da pochi giorni annunciato di volersi candidare alla Casa Bianca. E’ la seconda volta per lui. 4 anni fa una serie di gaffe bloccò in fretta il suo cammino. Oggi ci riprova, con poche speranze, ma con forti motivazioni. Metodista praticante, Perry sa infatti di parlare alla pancia di una larga fetta di America quando fa la voce grossa sulla pena di morte (sotto il suo regno 200 condannati hanno percorso l’ultimo miglio), sull’aborto (nel 2010 diventò legge l’obbligo di un’ecografia transvaginale con tanto di immagini da mostrare alla donna che richiede un’interruzione di gravidanza), sull’omosessualità (paragonata alla piaga dell’alcolismo).

Nel 2010 Perry, che in Texas gode di indubbia popolarità, riunì 30 mila persone per una preghiera durata ben sette ore da indirizzare ad una nazione da lui descritta in crisi di identità. Ancora una volta la commistione fra religione e politica trova terreno fertile negli Usa, caratteristica comune a pressoché tutti i candidati repubblicani alla prossima tornata elettorale del 2016.

Le legislazioni in materia di aborto negli Stati Uniti differiscono profondamente da Stato a Stato e sono spesso oggetto di battaglie che assumono i toni di una crociata. Tanto che non sono mancate le vittime, cadute per aver difeso la propria idea in materia in oltre 30 anni di discussioni sul tema, uccise dalla follia di chi ritiene di avere dalla sua la ragione e a volte anche l’appoggio di Dio in persona.

Foto "Donald Spitz holds anti-abortion sign" di RevSpitz - Took picture. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.

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