Alla scoperta del nuovo Museo delle Diaconesse

La borgata di Bovile, in val Germanasca, ha un nuovo museo dedicato alle Diaconesse e alla vita in montagna

Il circuito museale valdese si è arricchito di un nuovo spazio espositivo: si tratta del primo Museo delle Diaconesse, allestito nella scuoletta Beckwith della frazione di Vrocchi-Bovile nel comune di Perrero, in val Germanasca.

Il Museo è stato ideato dall'Associazione Amici di Bovile, nata nel 1975 da un gruppo di giovani residenti nella zona che aveva avviato una serie di attività sportive e culturali. Dopo il successo iniziale e una successiva fase di stallo, l'Associazione è ripartita in questi anni con nuovo slancio, proponendo spunti di incontro a carattere culturale e turistico.

Spiega Valter Buniva, membro dell'Associazione: «Siamo particolarmente legati al nostro territorio e l'idea di poter valorizzare turisticamente le zone che abitiamo ci ha stimolato a pianificare questo progetto dal titolo “Il bucato delle nonne, viaggio per storia e luoghi”. Nelle borgate di Bovile, Vrocchi e Grange abbiamo due scuolette Beckwith e alcuni antichi lavatoi: sono residui di una vita passata che non vogliamo dimenticare e un patrimonio storico da far rivivere».

Il progetto “Il bucato delle nonne” mira a far conoscere la realtà montana e la vita quotidiana di un’area alpina di borgata delle Alpi Occidentali fra ottocento e anni sessanta/settanta del novecento, quando inizia progressivamente lo spopolamento delle aree montane. La zona di Bovile rappresenta uno dei più antichi insediamenti della valle che vide la compresenza collaborativa delle due comunità cattoliche e valdesi.

«In realtà l'idea iniziale era di fare un museo dedicato alla figura di suor Ida Bert – aggiunge Anita Tarascio – una donna originaria di Faetto che fece la scelta di diventare diaconessa, operando sia in valle che all'estero. I parenti di suor Ida, che ancora abitano in valle, ci hanno fornito alcuni suoi quaderni, scritti e ricordi e dopo alcune ricerche fatte negli archivi storici abbiamo realizzato una serie di cartelloni che spiegano chi erano e cosa facevano le Diaconesse».

L'Associazione Amici di Bovile, supportata anche dalla chiesa di Chiotti-Villasecca, ha presentato un progetto ad un bando del Club Alpino Italiano: il finanziamento ha sostenuto le spese della cartellonistica, la realizzazione di un percorso ad anello che ripercorresse le borgate di Bovile e la ristrutturazione degli ambienti della scuoletta Beckwith.

«Fondamentale è stata anche una donazione che ci è stata fatta – conclude Anita Tarascio – si tratta di oltre 300 oggetti etnografici raccolti da Carlo Ferrero, mai esposti e in attesa di valorizzazione, che la famiglia Ferrero ci ha dato. Gli oggetti sono stati catalogati e fotografati e qualcuno ha già trovato spazio nel nuovo Museo. Il cerchio si è felicemente chiuso con un finanziamento giunto anche dal bacino imbrifero per la ristrutturazione parziale dei lavatoi».

Il Museo delle Diaconesse è entrato nella rete museale valdese, tappa fondamentale per dare una continuità ai percorsi turistici del territorio e mettere in collegamento le varie proposte. Per l’allestimento e la valorizzazione a scopo espositivo l'Associazione Amici di Bovile si è avvalsa della consulenza del Centro Culturale Valdese.

Il progetto non si conclude qui: la seconda parte prevede la continuazione del comparto museale sui vecchi mestieri artigianali come il falegname o il calzolaio per poter utilizzare i numerosi oggetti ricevuti.